• Articolo , 15 dicembre 2009
  • Clima. Ban Ki-Moon: “non puntate il dito, agite!”

  • Nel corso di una conferenza stampa organizzata in vista dell’imminente partenza verso Copenhagen il presidente dell’Onu ha ribadito l’importanza del ruolo di tutti Paesi nella lotta al climate change

(Rinnovabili.it) – Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon, prossimo alla partenza per la capitale danese, ha dichiarato che il vertice di Copenhagen potrebbe, sul piano climatico, segnare il cammino del Pianeta verso lo sviluppo sostenibile oppure contribuire alla sua rovina.
Bisogna agire ora per non lasciare alle generazioni future un debito impossibile da pagare, ha dichiarato, suggerendo la redazione di un documento alternativo al protocollo di Kyoto che sia efficace e che dia un’ampia possibilità di dialogo evitando accordi deboli che potrebbero condurre alla catastrofe.
Il presidente ha concluso sostenendo che ogni Paese deve avere un ruolo specifico nella lotta al contenimento dell’innalzamento delle temperature, in linea con le proprie possibilità schierandosi contro coloro stanno ormai da tempo mettendo in discussione la veridicità delle affermazioni e del lavoro della comunità scientifica in merito alle conseguenze del climate change.
Ban Ki-Moon ha anche annunciato la necessità di concordare un pacchetto finanziario a lunga scadenza per dare delle chiare direttive e un panorama più limpido a chi dovrà affrontare la sfida che li impegnerà da ora fino al 2020.
Nel corso di una conferenza stampa il presidente Onu ha dichiarato che i Paesi, sia ricchi che poveri, devono “smettere di puntare il dito” e aumentare i loro impegni a tagliare le emissioni dei gas ad effetto serra che stanno riscaldando l’atmosfera terrestre impegnandosi a fissare i singoli obiettivi sui tagli delle emissioni e sui finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo convergendoli in un accordo che, nel 2010, dovrebbe essere trasformato in un testo giuridicamente vincolante per i contraenti. Nonostante le dichiarazioni Ban Ki-Moon si è rivelato ottimista suggerendo nuovamente di lavorare in accordo per ottenere un documento concreto che non lasci pochi leader a dover decidere tutto il da farsi. “Questo è il momento di smettere di puntare il dito, è il momento di iniziare a guardarsi allo specchio e di offrire il massimo che si può, sia per quel che riguarda i Paesi sviluppati sia i Paesi in via di sviluppo”.