• Articolo , 18 ottobre 2010
  • Clima e biodiversità “curati” con le Carbon Mapping

  • Dalla partnership UNEP-WCMC nascono le mappe per l’individuazione delle aree ricche di carbonio e specie animali con l’obiettivo di conservare la diversità biologica e vincere i cambiamenti climatici.

(Rinnovabili.it) – In occasione della decima Conferenza delle parti sulla Convenzione per la Biodiversità che si è aperta oggi a Nagoya, Giappone, l’UNEP e il World Conservation Monitoring Centre (WCMC) hanno lanciato un nuovo strumento da adoperare nell’attuale lotta ambientale e climatica. Si tratta di un nuovo progetto di mappatura di specifiche aree in Asia, Africa e America Latina in cui risulta chiaro che i pozzi di sequestro della CO2 si sovrappongono con le zone ad alta diversità biologica e altre caratteristiche chiave, come la densità di popolazione, aree protette e attività economiche (es. gomma e miele di produzione). In altre parole le “Carbon Mapping” mirano a individuare i luoghi in cui gli ‘investimenti nel carbonio’ (come nel caso dei progetti di riforestazione) siano in grado di contribuire alla sopravvivenza della comunità floreale e faunistica lottando al tempo stesso contro il cambiamento climatico. Si ricorda infatti che il 18% delle emissioni di gas serra è legato soprattutto al fenomeno della deforestazione, che la Convenzione quadro dell’ONU sui cambiamenti climatici ha in programma di dimezzare entro il 2020. L’obiettivo è di assistere i governi nella definizione delle priorità per gli investimenti indirizzando i paesi interessati ad “accelerare una transizione verso una Green Economy low carbon, ed un uso più efficiente delle risorse”, come dichiarato lo stesso Achim Steiner, Sotto-Segretario Generale delle Nazioni Unite e Direttore Esecutivo dell’UNEP. Carbon Mapping sono state sviluppate per la Cambogia, la provincia di Jiangxi in Cina, l’Ecuador, l’Honduras, la Nigeria e la Tanzania, mentre sono in cantiere ulteriori mappe per la Repubblica democratica del Congo e l’Indonesia; proprio in questi paesi le aree ricche di quello che viene definito ‘carbon stock’ si sovrappongo alle aree ricche di specie animali.: “Le foreste tropicali – ha spiegato Jon Hutton, direttore di WCMC – ospitano più di due terzi delle specie terrestri del mondo, e forniscono gli ecosistemi fondamentali per mantenere le condizioni di vita delle popolazioni e la biodiversità mondiale; individuare le zone che possiedono elevate risorse sia carbonio che di biodiversità ci dà l’opportunità di indirizzare le scarse risorse finanziarie in modo vantaggioso per la mitigazione dei cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità”.