• Articolo , 25 novembre 2008
  • Clima-energia, Ue niente modifiche per l’Italia. Prestigiacomo non aderiremo

  • La commissione europea sembra non riconoscere valide le critiche e quindi intenzionata a respingere le richieste presentate dal governo Berlusconi. La Prestigiacomo dichiara: “Potremo non aderire al pacchetto Ue”

Il ministro dell’Ambiente ha dichiarato oggi che nessuna delle modifiche chieste dal governo Berlusconi al cosiddetto pacchetto europeo “Clima-Energia” fino ad adesso è stata accolta. Se da parte della Ue continuerà questo atteggiamento, che il ministro giudica rigido, il governo non aderirà all’accordo.
Come dire che il tavolo tecnico che doveva mettere a confronto i conti della Ue e quelli del nostro governo, in merito ad un supposto eccessivo onere per il nostro Paese, sembra abbia dato ragione ai numeri dei funzionari Ue.
In un’intervista all’agenzia Reuters, il nostro ministro dell’ambiente ha addirittura proposto che a causa della “questione Italia” si potrebbe rimandare la decisione europea a dopo la Quindicesima conferenza delle Nazioni Unite sul Clima, che si terrà a Copenhagen nel dicembre 2009,
Tornando sulla trattativa il titolare del dicastero sull’Ambiente ha dichiarato: “Abbiamo delle richieste di modifiche precise che abbiamo portato con noi tutte le volte che abbiamo avuto occasione di incontro… – ha ribadito la responsabile dell’Ambiente del governo di centrodestra – Di queste modifiche fino ad ora nemmeno una è stata tenuta in considerazione. Allora quello che diciamo, alla vigilia dei prossimi appuntamenti… è che questo atteggiamento rigido non porterà a un risultato positivo. Se si prende questa decisione, deve essere una decisione condivisa da tutti i Paesi. E’ chiaro che all’ultimo Consiglio europeo il presidente Berlusconi ha strappato un impegno politico – l’impegno ad approvare il pacchetto nel Consiglio dei capi di Stato e di governo dei 27 a dicembre – Se ci sarà un atteggiamento di chiusura rispetto a tutte le nostre richieste, non ci si può sorprendere del fatto che poi verrà meno il nostro sostegno al pacchetto”.
L’eventuale rottura in sede Ue rischierebbe di far slittare l’approvazione del pacchetto “Clima-Energia” di almeno un anno, come ha sottolineato oggi un alto funzionario del ministero dell’Ambiente. Perché, terminato il semestre di presidenza europea della Francia, ci sarebbero poi in primavera le elezioni del Parlamento europeo, e l’insediamento della nuova Commissione di Bruxelles. Per arrivare poi alla vigilia della Conferenza di Copenhagen.