• Articolo , 10 settembre 2009
  • Clima. Il Brasile chiede più ambizione agli Usa

  • Il ministro dell’ambiente critica l’obiettivo dichiarato dell’amministrazione statunitense di riportare le sue emissioni ai livelli del 1990 entro il 2020

(Rinnovabili.it) – Il ministro dell’Ambiente brasiliano Carlos Minc non è soddisfatto degli obiettivi ipotizzati dagli Stati Uniti sulle emissioni di gas a effetto serra. Target definiti troppo deboli e per questo inaccettabili sul piano dei negoziati internazionali. Ma se Minc da un lato critica l’amministrazione Obama spronando gli States ad avvicinarsi “a qualcosa di più che un taglio del 20%”, dall’altro sembra essere moderatamente ottimista sul risultato dell’imminente vertice di Copenaghen, per il quale, assicura, il Brasile farà la sua parte. La nazione sudamericana è destinata a svolgere un ruolo chiave nei negoziati di dicembre ed in tal senso il Governo sarebbe sul punto di annunciare i propri obiettivi per ridurre sostanzialmente le emissioni di carbonio. Il ministro ha esortatole nazioni industrializzate ad aumentare il loro finanziamento per la lotta globale contro il cambiamento climatico e alle economie emergenti a fissare target aggressivi. “Oggi, i paesi in via di sviluppo rappresentano quasi la metà delle emissioni, pertanto non si può solo guardare responsabilità storica dei paesi ricchi”, ha affermato.
Per rafforzare le ambizioni nazionali il Brasile annuncerà il 17 settembre nuove restrizioni sugli impianti di lavorazione della canna da zucchero ed il divieto di nuove coltivazioni nella foresta pluviale amazzonica e nella zona umida del Pantanal, ad ovest del Paese.