• Articolo , 18 febbraio 2011
  • Clima in Comune: Genova prima della classe, Roma e Milano ‘fuori lista’

  • Quattro fuori classe che stanno perseguendo al meglio gli impegni presi con il Patto dei Sindaci, 28 amministrazioni con best practies energetiche e 24 “sospese” per ritardi

(Rinnovabili.it) – Non poteva esserci occasione migliore di quella rappresentata da “M’illumino di meno” per presentare “Clima in Comune”:http://upload.legambiente.org/ecosportello.org/documenti/rapporto_clima_in_comune_web.pdf, il dossier figlio dell’omonima campagna lanciata da Legambiente per monitorare sforzi compiuti e sensibilità dimostrata da sindaci e consigli comunali nei confronti di energie rinnovabili, efficienza energetica e mobilità intelligente. E nella giornata del silenzio energetico le 46 pagine del documento fanno luce sui progressi raggiunti a oggi dai singoli Comuni italiani nell’adesione al Patto dei Sindaci, l’iniziativa lanciata dalla Commissione Europea nel 2008 per coinvolgere attivamente le città europee verso gli obiettivi del 2020, e nell’implementazione delle azioni indicate nel PAES il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile. Con la firma del Patto i comuni s’impegnano volontariamente a predisporre un Piano che comporti il triplice obiettivo di ridurre del 20% le proprie emissioni, aumentare del 20% il ricorso alle fonti di energia rinnovabile e del 20% l’efficienza energetica.

*Tra PAES e buone pratiche* Il quadro italiano che viene fuori dall’indagine è per certi versi una piacevole sorpresa: “602 sindaci e consigli comunali hanno deciso di provarci – quasi un terzo di tutta Europa, dove non arrivano a 2.200”. Per una volta lo stivale non deve invidiare nulla al resto del Continente. Al contrario, Genova, la stessa città in cui è stato presentato il dossier è stata la prima a vedersi approvare dall’Europa il proprio Piano di Azione per l’Energia Sostenibile con tanto di pubblicazione a modello ed esempio sul sito ufficiale (www.eumayors.eu/home_it.htm). “Un bravo al sindaco di Genova, si legge nel documento – ma anche ai sindaci di Torino, Avigliana e Maranello che hanno già approvato il Piano. Ci vuole determinazione e costanza: non basta dire che si aderisce, poi bisogna andare in Consiglio Comunale”.
Quattro comuni che tengono alta l’ambizione e l’impegno: Avigliana propone con il suo PAES di ridurre le proprie emissioni del 20,26% entro il 2020, Maranello del 21,6%, Genova del 23,7% e Torino addirittura arriva a proporre un taglio del 41,9% rispetto all’anno di riferimento scelto (1991). Senza contare i comuni che hanno adottato buone pratiche, 28 in tutto ognuno con una realtà vincente in termini di sostenibilità. Come nel caso del comune Sluderno, 1800 abitanti in provincia di Bolzano, che copre interamente i propri consumi energetici e termici con fonti rinnovabili. “C’è un ‘federalismo’ vero e sostenibile che sta nascendo anche in Italia e di cui, purtroppo, la politica parla poco – ha detto Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente – È il ‘movimento’ dei 600 comuni che hanno aderito al Patto dei Sindaci con Genova che fa da capofila in Europa! Sono le città che vogliono diventare sostenibili e belle per prime!”.

*Cartellino giallo* 24 amministrazioni sono invece quelle “sospese” dal Patto perche in ritardo nell’elaborazione del Piano. “Al primo ostacolo è caduto l’illustre Comune di Milano e l’adesione al Patto, per il Sindaco Letizia Moratti, si è fermato ad una inutile firma a Bruxelles nel giorno dell’inaugurazione. Al secondo ostacolo sono caduti altri 24 Comuni […] Nel prossimo gruppo di ritardatari che rischia il cartellino giallo c’è Roma”.