• Articolo , 1 settembre 2009
  • Clima, la UE fa pressioni sugli States

  • L’Unione europea ha invitato i legislatori statunitensi a garantire che gli Stati Uniti operino profondi tagli nelle emissioni nazionali di CO2 carbonio

(Rinnovabili.it) – Per il ministro svedese dell’Ambiente Andreas Carlgren gli obiettivi in materia di clima messi finora sul tavolo dei negoziati non sono abbastanza, il blocco di 27 dell’UE, così come gli Stati Uniti e gli altri paesi sviluppati, dovrebbero mettersi d’accordo su un’ambizione maggiore promettendo un taglio dell’80% delle emissioni climalteranti entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. Carlgren, il cui Paese detiene attualmente la presidenza dell’Unione europea, è a capo del gruppo UE nei negoziati delle Nazioni Unite per raggiungere un accordo Protocollo post Kyoto e nel count down verso il vertice danese è ovvio che la pressione sugli Usa aumenti. Attualmente il disegno di legge americano in materia di cambiamento climatico non sembra proseguire. I Senatori democratici degli Stati Uniti hanno annunciato ieri un nuovo ritardo sulla normativa riguarda i cambiamenti climatici, con il rischio di rendere più difficile per il presidente Barack Obama ottenere validi progressi su questo fronte prima del vertice mondiale sull’ambiente nel mese di dicembre.
Inoltre come attualmente formulato porterebbe le emissioni degli States a circa meno il 4% rispetto ai livelli del 1990, e le nazioni dell’UE chiedono tagli più profondi. In tal senso Jo Leinen, presidente della commissione del parlamento UE in materia di ambiente, ha annunciato che l’assemblea avrebbe inviato una delegazione a Washington a fine mese per spiegare la decisione della Comunità europea di un obiettivo più sostanzioso come quello del 20% al 2020.