• Articolo , 5 maggio 2010
  • Clima: le piante, alleate nel prevedere il climate change

  • Studiare la presenza delle piante e metterla in relazione con l’aumento della tempaeratura ha evidenziato come la presenza di CO2 nell’atmosfera modifichi il comportamento delle piante a danno dell’innalzamento della temperatura

(Rinnovabili.it) – La vegetazione aiuta il Pianeta a mantenere fresca la temperatura del Pianeta ma con l’aumento dei livelli di CO2 questo effetto sta perdendo la sua efficacia.
Secondo un nuovo studio condotto dai ricercatori del Carnegie Institution for Science, in alcune regioni più di un quarto dell’aumento del riscaldamento dovuto alla presenza di anidride carbonica è causato dall’impatto diretto sulla vegetazione.
Per questo gli scienziati che stanno cercando di prevedere il cambiamento globale del clima nei prossimi secolo, stanno sottolineando l’importanza di includere le piante tra i loro modelli climatici.
“Le piante hanno un’influenza molto complessa e diversificata sul sistema climatico”, spiega Ken Caldeira, coautore dello studio “Le piante assorbono anidride carbonica dall’atmosfera, ma hanno anche altri effetti, come ad esempio quello di modificare i livelli di evaporazione della superficie terrestre. E’ impossibile fare buone previsioni climatiche senza prendere in considerazione tutti questi fattori”.
Le piante normalmente emettono acqua attraverso minuscoli pori presenti nelle foglie, un processo chiamato evapotraspirazione che raffredda la pianta, così come il sudore raffredda i nostri corpi. In un giorno caldo, un albero può liberare decine di litri d’acqua nell’aria, agendo come un condizionatore d’aria naturale per l’area circostante. Le piante assorbono l’anidride carbonica per la fotosintesi attraverso gli stessi pori (chiamati stomi) ma quando i livelli di biossido di carbonio sono alti, i pori della foglia si restringono. Questo fa sì che possa essere rilasciata meno acqua, diminuendo così il potere di raffreddamento dell’albero.
In una simulazione i ricercatori hanno raddoppiato la concentrazione di anidride carbonica atmosferica e registrato la grandezza e la struttura geografica del riscaldamento provocato dai diversi fattori. Hanno scoperto che in media, sull’intero globo, gli effetti dell’evapotraspirazione delle piante rappresentano il 16% del riscaldamento della superficie terrestre. Ma, in alcune regioni, quali zone del Nord America e dell’Asia orientale, può essere addirittura superiore al 25% rispetto al riscaldamento globale. “Se pensiamo che un raddoppio dell’anidride carbonica sarà la causa dell’aumento di circa quattro gradi di temperatura, in molti luoghi tre di quei gradi saranno causati dall’effetto del biossido di carbonio nell’atmosfera, mentre un solo grado deriverebbe dall’effetto diretto del biossido di carbonio sulle piante”.
“Se vogliamo migliorare le previsioni climatiche, abbiamo bisogno di migliorare la catalogazione delle aree boschive nei modelli climatici. Più in generale, mostrando il tipo di vegetazione presente sulla superficie del nostro pianeta e cosa la vegetazione sta facendo è molto importante per determinare il nostro clima. Dobbiamo fare molta attenzione nel considerare il tipo di modifiche che apportiamo alle foreste e agli altri ecosistemi perché sono destinate ad avere conseguenze importanti sul clima”.