• Articolo , 6 febbraio 2009
  • Clima, verso Kyoto e oltre con il prossimo G8

  • Lunedì prossimo a Montecitorio sarà discussa la mozione del Pd su ruolo dell’Italia nelle politiche post Kyoto

Con Kyoto agli sgoccioli e l’arretratezza su diversi risultati rispetto agli obiettivi stabiliti, il ritardo all’azione in materia di lotta al riscaldamento climatico e in particolare ai gas serra, non può più trovare scuse. Ben venga allora la notizia della ratifica del famoso protocollo anche da parte della Turchia, che nella giornata di ieri con una votazione parlamentare ha finalmente adempiuto a quanto promesso nel mese di giugno 2008. Il governo di Ankara. E per il dopo 1012, data di scadenza del protocollo Kyoto l’auspicio è quello di poter giungere ad un accordo globale che metta insieme anche le potenze finora escluse come Usa, Cina e India. In questo contesto l’incontro dei G8 può rivestire un ruolo decisivo di cui è profondamente convinto il Pd al punto tale da presentare il prossimo lunedì nell’aula di Montecitorio una mozione con cui chiedere che: “Al prossimo vertice del G8 il governo italiano, che ha la presidenza di turno, dia impulso a livello comunitario e internazionale al perseguimento degli obiettivi di Kyoto e all’impostazione delle politiche del post Kyoto”.
Il testo della mozione richiede inoltre “coerenza tra le misure anticrisi a breve termine e le strategie di lungo periodo, rafforzando il progetto ‘Industria 2015’, cioè promuovendo nuove industrie che producano impianti, tecnologie per lo sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili; ad attivare un confronto nella Conferenza Stato-Regioni per verificare la congruenza dei piani energetici regionali rispetto agli obiettivi comunitari e a coordinare gli enti tecnici di ricerca regionali e nazionali, semplificando le procedure autorizzative”.

Così ha spiegato l’iniziativa il capogruppo in commissione Ambiente Raffaella Mariani, cofirmataria insieme al ministro ombra dell’Ambiente Ermete Realacci: “Siamo molto indietro nel programma di modernizzazione ecologica dell’economia – spiega Mariani – nonostante proprio quello sia il terreno più idoneo a contrastare la recessione e rilanciare in modo virtuoso il nostro sistema economico. Perciò abbiamo sintetizzato nella nostra risoluzione una serie di proposte qualificanti su mobilità, edilizia, efficienza energetica, fonti rinnovabili e politiche sostenibili. Ci aspettiamo in Aula un atteggiamento positivo della maggioranza”.