• Articolo , 12 dicembre 2008
  • Clima: Vertice UE, accordo e compromessi

  • Difficile, sofferto, ma alla fine un accordo, sia pure con molti compromessi è stato raggiunto. Tutti canteranno vittoria, ma intanto l’accordo deve passare, domani, al vaglio di Paramento, Presidenze e Commissione della Ue

I 27 capi di stato e di governo riuniti a Bruxelles per discutere del pacchetto energia-clima hanno raggiunto un accordo grazie ad un’accelerazione stamattina con la presentazione di una nuova bozza di accordo da parte della presidenza di turno francese. Nessuna riserva, almeno a quello che si sa fino ad ora, di rappresentati, come Berlusconi, che avevano contestato le altre bozze d’accordo. Anche la Polonia, ha dato il suo sì.
La bozza contiene varie novità, una di esse è stata voluta dalla Commissione Ue per tentare di evitare uno scontro con l’Europarlamento: l’introduzione graduale delle aste dei diritti di emissione a pagamento (dal 20% nel 2013 al 70% nel 2020) dove viene procrastinato il termine, entro il 2025, al 100% (mentre il livello doveva essere fissato al 2020). Domani la prova del nove, nel negoziato fra relatori di Strasburgo, presidenza Ue e Commissione.
Introduzione di una nuova formula, per poter disaggregare un comparto industriale in sotto-settori che così potranno usufruire dei diritti di emissione gratuiti al 100%, (anche se il settore più generale di cui fanno parte non rispetta i parametri) Formula un po’ astrusa, ma inserita per soddisfare, le richieste del governo Berlusconi.
Nuovo anche il riferimento alla valutazione dei risultati della conferenza sul clima di Copenaghen in cui la Commissione Ue potrà proporre la concessione di nuove quote di CO2 gratuite ai settori esposti a un rischio “significativo” di delocalizzazione, anche questa per rispondere alle richiesta dell’esecutivo berlusconiano
Un’altra modifica, il finanziamento dei 12 impianti dimostrativi di Ccs (Carbon capture and storage), una parte della riserva dei diritti di emissione per gli impianti industriali di nuova costruzione. Ancora. Aumento delle quote di CO2 per finanziare i progetti Ccs (da 150 a 200 milioni di tonnellate di CO2, equivalenti a 6 miliardi di euro, con i diritti di emissione a 30 euro per tonnellata).
Alzato anche il limite massimo ai finanziamenti per ciascun progetto, portandolo al 15% (invece del 10%) del totale disponibile. Su questo, l’Italia chiedeva una migliore ripartizione tra i paesi membri. La nuova bozza prevede letteralmente “una distribuzione geografica equa” dei progetti da finanziare.