• Articolo , 14 dicembre 2009
  • Climate Bill: i senatori Usa avanzano proposte

  • I senatori democratici e repubblicani sembrano essere sempre più fiduciosi di poter garantire i 60 voti necessari per l’approvazione del disegno di legge sul Clima

(Rinnovabili.it) – Nonostante tutti gli occhi siano puntati su Copenhagen i tentativi dell’amministrazione Obama di passare ad un disegno di legge sul cambiamento climatico ha ricevuto in questi giorni un notevole impulso grazie alla presentazione da parte di influenti senatori.
La proposta fatta da Boxer e Kerry sta affrontando il Senato dopo esser incappato nell’opposizione di parte dei Repubblicani e di alcuni Democratici convinti che non si riuscirà a raggiungere il numero sufficiente di voti (60) atti a garantire il passaggio della normativa.
A tal proposito il senatore democratico John Kerry ha lavorato per alcuni mesi con il repubblicano Lindsey Graham e il senatore indipendente Joe Lieberman, per cercare di sviluppare una versione del disegno di legge che potrebbe garantire il sostegno bipartisan. La proposta è stata formalmente presentata giovedì scorso con la convinzione che le modifiche apportate garantiranno i voti necessari all’approvazione grazie ad una serie di incentivi e di garanzie che potrebbero far gola.
La Casa Bianca ha comunicato che il Presidente Usa ha espresso parere positivo dopo aver letto la bozza del disegno di legge “Uno sviluppo positivo verso il raggiungimento di un accordo forte, unitario e bipartisan al Senato degli Stati Uniti” ha dichiarato il portavoce della White House.
Nella lettera di presentazione inviata a Barak Obama si rileva però un abbassamento del taglio delle emissioni rispetto alla proposta fatta in precedenza: da una riduzione del 20% si passa ad un -17% entro il 2020 facendo riferimento ai livelli del 2005, obiettivo che probabilmente il presidente porterà a Copenhagen nel corso della settimana.
Nella bozza viene inoltre suggerito un maggiore sostegno finanziario per l’energia nucleare, il petrolio e il gas, sostenendo anche le industrie a ‘carbone pulito’ e definendo una serie di norme e misure di sicurezza volte a tutti quei settori che potrebbero essere maggiormente colpiti dall’introduzione di un regime ‘cap and trade’ proponendo l’introduzione di un tetto massimo per il prezzo dei crediti di carbonio nonché l’assistenza finanziaria per i settori che si troveranno a dover affrontare il taglio delle emissioni e aiutando gli agricoltori a far fronte ai necessari cambiamenti.
la Camera di Commercio statunitense, che ha condotto una campagna vigorosamente contro la proposta di Boxer e Kerry, ha dichiarato che potrebbe decidere di sostenere questa ultima proposta.
Dalla Camera Stephen Eule ha detto “forse l’approccio di Kerry-Lieberman-Graham potrebbe essere adatto a costituire la base per un legge che potremmo sostenere, ma c’è ancora molto da risolvere”.
Il documento quadro è stata seguito, il giorno successivo, da un secondo pacchetto di proposte bipartisan del senatore democratico Maria Cantwell e del senatore repubblicano Susan Collins.
I due hanno proposto un’ampia riforma del modello ‘cap-and-trade’ di Boxer e Kerry, delineando piani che potrebbero avere, come effetto principale, evitare che speculatori riescano ad entrare nel mercato del carbonio imponendo massimali per i produttori e importatori di combustibili fossili sostenendo che la riduzione dei combustibili fossili, come il carbone e il petrolio, è una soluzione molto più facile da gestire rispetto alla riduzione delle emissioni da parte di un gran numero di siti industriali.
Il modello elaborato da Cantwell e Collins propone inoltre che il ricavato ottenuto dalla vendita all’asta di permessi di emissione venga restituito ai consumatori per aiutarli ad affrontare i maggiori costi energetici, con un quarto del denaro trattenuto per gli investimenti in tecnologie pulite.