• Articolo , 16 marzo 2011
  • Climate change, le piante si adattano grazie alla plasticità fenotipica

  • Variando la propria plasticità le piante sono in grado di adattarsi ai cambiamenti climatici senza bisogno di modificare il patrimonio genetico. In questo modo i ricercatori potranno sviluppare scenari ipotetici valutando dove posizionare le piante e quali specie scegliere

(Rinnovabili.it) – Uno studio internazionale condotto con la partecipazione della Spagna ha dimostrato che la _plasticità fenotipica_ delle piante è un fattore in grado di influenzare e modificare la struttura dei vegetali favorendone l’adattamento ai cambiamenti ambientali.
La ricerca servirà a meglio comprendere la risposta delle piante di fronte ad ulteriori cambiamenti del clima determinati, tra le altre cose, dall’innalzamento della temperatura globale. E’ noto che ogni specie vegetale è in grado di affrontare i cambi di temperatura reagendo in maniera diversa, facendo spuntare le nuove foglie in anticipo o ritardandone la crescita durante la primavera se le condizioni climatiche non si presentano ottimali.
Lo studio pubblicato nella rivista *”Trends in Plants Science”* fornisce una sintesi dei meccanismi molecolari e genetici delle piante importanti per gli ecologisti fisiologi e biologi molecolari che stanno studiando le conseguenze del climate change sulla flora cercando di anticiparne le difficoltà. I risultati mostrano come le piante dei sistemi naturali e di quelli agricoli “Hanno la capacità di adattarsi ad un ambiente in cambiamento senza la necessità di modificare il regime evolutivo che coinvolge varie generazioni” ha affermato Fernando Valladares, uno degli autori dell’articolo e ricercatore presso il Museo Nazionale delle scienze naturali (CSIC).
“Le differenze di plasticità e i diversi meccanismi permettono di ottenere una migliore comprensione del perché le varie specie di piante crescono dove crescono. Così noi possiamo progettare quali distribuzioni saranno le più probabili e idonee a seconda dei diversi scenari di cambiamento climatico”, ha dichiarato il ricercatore.