• Articolo , 27 giugno 2011
  • Climate change, piccole piante marine ritornano

  • Un fenomeno che non si verificava da 800mila anni quello della migrazione trans-artica della piccola pianta marina Neodenticula seminae, che trovando sgombra la via verso l’Atlantico ne sta ripopolando le acque

(Rinnovabili.it) – Dopo 800mila anni una pianta microscopica estinta è riapparsa nell’Atlantico. Il cambiamento climatico e il conseguente scioglimento dei ghiacci dell’Artico hanno causato la ricomparsa di una sorta di plancton chiamato _Neodenticula seminae_ nel Nord Atlantico: la riduzione dei ghiacci polari ha aperto un corridoio a nord-ovest del Pacifico, che attraverso il Polo Nord si dirama verso l’Atlantico.
La migrazione della piccola pianta marina è stata ricondotta, in quanto a rarità dell’evento, all’episodio che ha visto protagonista nel 2010 una balena grigia del Pacifico al largo delle coste di Israele e della Spagna, un evento che non si verificava da circa tre secoli e che secondo gli scienziati potrebbe verificarsi sempre più spesso grazie al disgelo che sta aprendo nuove strade tra i ghiacci dell’Atlantico. Un evento positivo quindi, tra le tante conseguenze negative legate all’innalzamento della temperatura globale e al cambiamento climatico.
Per quanto riguarda la Neodenticula seminae “è la prima prova moderna della migrazione trans-artica”, hanno detto gli esperti della Fondazione Alister Hardy di Scienze Oceaniche del Regno Unito (SAHFOS). Ma “il cambiamento geografico può trasformare la biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi marini nell’Artico e nel Nord Atlantico”, hanno commentato gli scienziati.
Il progetto europeo sulla Ricerca dell’Ecosistema Marino Europeo e Cambiamento Climatico (CLAM), con la collaborazione di 17 istituti marini provenienti da 10 paesi europei, tra cui la Spagna, ha registrato e catalogato questi risultati sulle modifiche avvenute alla vita marina a causa del cambiamento climatico. “Le migrazioni sono un esempio di come il cambiamento delle condizioni climatiche fanno in modo che le specie modifichino o cambino il loro comportamento, causando modifiche negli ecosistemi, oggi ben visibili”, ha detto Carlo Heip, direttore generale del Royal Netherlands Institute per la ricerca marina che guida il progetto.
Accanto alla minuscola pianta sono anche altre le specie di animali microscopici che stanno “tornando”, la maggior parte delle quali fanno parte della famiglie dei copepodi, piccoli crostacei che regolano importanti ritmi degli ecosistemi marini.