• Articolo , 27 novembre 2009
  • CNA: Pmi per una generazione diffusa dell’energia

  • Proposte di politica energetica da parte del CNA nell’ambito del Convegno “le Giornate dell’Energia”, il quale in veste di portavoce delle medie e piccole imprese invita l’artigianato italiano ad investire in sicurezza, efficienza e sostenibilità per il settore energetico.

(Rinnovabili.it) – “Le Giornate dell’Energia”:http://www.cna.it/divisione_economica/dpt_ambiente/Energia/CNADPTAmbiente_Energia.pdf, cui la Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) ha deciso di aderire confermando nel Maggio scorso l’intenzione di rientrare nelle strategie di sviluppo energetico dell’Unione Europea, rappresentano “il primo appuntamento di livello nazionale ed europeo nel quale saranno illustrate le linee strategiche della Confederazione in merito alla sicurezza degli approvvigionamenti energetici, alla produzione e consumo di energia sostenibili, all’uso di fonti energetiche diverse”.
Al Convegno che si sta svolgendo nell’ambito della ‘Fiera Restructura’ a Torino, a partire da questa mattina per tutta la giornata di domani, il CNA attraverso i suoi portavoce ha giudicato ‘deludenti’ i risultati dell’ultimo decennio relativamente ai processi di liberalizzazione dei mercati energetici.
Al fine di garantire una continuità in futuro ed una svolta emblematica a partire da oggi per il settore energetico, il CNA crede fortemente che la concreta partecipazione da parte delle medie e piccole imprese, di cui è rappresentante, individui la nuova chiave di successo per l’economia globale ed ambientale grazie alla scelta di progettare e realizzare piani e sistemi strategici per la profusione dell’energia rinnovabile. Questo approccio, che risolverebbe in parte anche le problematiche legate alla crisi del momento e alla situazione occupazionale italiana, è considerato come “l’unico modo per interpretare quella che viene definita la _rivoluzione verde_ “.
La Confederazione, racconta di un quadro critico finora registrato per il bilancio energetico nazionale dove sul consumo lordo di ben 195 milioni di tonnellate, in una classifica crescente, solo il 7% di tale energia proviene da fonti sostenibili, il 9% da diversi combustibili solidi, per finire alle prime due posizioni che sono occupate rispettivamente dal gas (36%) e dal petrolio (43%).
Una soluzione? Secondo quanto affermato dal CNA è fondamentale, anzitutto abbandonare l’idea obsoleta che immensi ma limitati impianti, per di più dai metodi di produzione energetica tradizionale, possano al giorno d’oggi essere sufficienti, cominciare ad abbracciare la diversa prospettiva che una più ampia diffusione di strutture ed impianti ‘vicini’ all’utente-consumatore, sono la scelta migliore per abbattere i costi energetici e per assicurare alla Nazione di rientrare almeno nei limiti degli obiettivi rigorosi e urgenti del 20-20-20 statuiti dalla politica energetica europea.