• Articolo , 15 settembre 2010
  • CO2: agire sulla mobilità per ridurre del 90% la dipendenza dal greggio

  • Incrementando lo sviluppo della mobilità sostenibile si potrebbe ridurre drasticamente la produzione di CO2 ed evitare la costruzione di nuovi pozzi petroliferi nelle acque spagnole. Con questi argomenti Greenpeace Spagna presenta il documento contenente le nuove strategie anti-greggio

(Rinnovabili.it) – In occasione dell’inizio della _Settimana Europea della Mobilità Sostenibile_ Greenpeace Spagna ha voluto ribadire la necessità di una moratoria a carico della realizzazione di pozzi petroliferi nelle acque nazionali. L’’inutilità delle nuove istallazioni è stata motivata suggerendo la diffusione di mezzi di trasporto più efficienti che, grazie ad una minore dipendenza dai carburanti fossili, eviterebbero la costruzione di ulteriori piattaforme. Incentivare maggiormente la diffusione di mezzi di trasporto pubblici e privati ad emissioni ridotte è il concetto alla base del documento che l’Associazione ha presentato oggi *[R]evolución Energética en el transporte* e dove illustra le strategie possibili per attuare a breve, entro il 2050, la rivoluzione della mobilità riducendo drasticamente l’impiego di petrolio nel settore con una diminuzione stimata nell’ordine del 90%.
In Spagna qualora il governo promuovesse l’utilizzo di veicoli non inquinanti si riuscirebbe ad evitare la costruzione dei nuovi pozzi di petrolio in progetto nelle acque profonde del territorio, chiudere gli esistenti e ridurre le importazioni di greggio quantificando il risparmio economico in circa 2,7 miliardi di euro. Producendo solo lo 0,16% del carburante richiesto nel paese la Spagna farà il primo passo verso la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili il prossimo 28 settembre quando l’Associazione sosterrà in Parlamento la proposta sulla riduzione dei limiti di CO2 a carico dei veicoli commerciali leggeri, portandone il limite massimo a 125g di CO2/km entro il 2020 . La norma spingerebbe l’Europa intera ad adottare standard ancora più ambiziosi suggerendo, sempre entro il 2020, il limite di 80 g di CO2/km per le automobili.