• Articolo , 28 ottobre 2009
  • CO2 Furgoni: la proposta Ue scontenta ambiente e industria

  • I primi commenti al disegno di legge avanzato da Bruxelles in merito alle emissioni dei veicoli commerciali leggeri. Poco realismo per Acea, poca ambizione per Greenpeace

(Rinnovabili.it) – Troppo impegnativa o poca ambiziosa? E’ la domanda che sorge spontanea sentendo i primi commenti alla proposta di normativa Ue e provenienti rispettivamente dal mondo dell’industria e da quello ambientalista.
Il disegno di legge avanzato oggi da Bruxelles, inerente ai limiti di emissione da applicare dal 2014 ai costruttori di furgoni, divide e si presta ad una doppia lettura. Da un lato c’è l’Acea, l’associazione che rappresenta gli industriali del settore automobilistico europeo, che in comunicato stampa rende noto che la proposta adottata “non tiene conto della realtà economica, nonché delle caratteristiche specifiche del segmento dei veicoli interessati”. “L’industria automobilistica – ha affermato Ivan Hodac, segretario generale dell’associazione – e in particolare quella dei veicoli commerciali, sta soffrendo di una crisi permanente del credito e di un’economia depressa”, come dimostrerebbe il crollo del 34,4% quest’anno della domanda di nuovi veicoli commerciali. “I responsabili politici – continua – devono decidere bilanciando tra le priorità economiche e ambientali”. La richiesta dell’Acea è che l’Unione prenda in considerazione gli impatti della legge su economia, occupazione ed ambiente, in particolare nel lungo periodo, invitando a introdurre sanzioni basate sul sistema di scambio emissioni (Ets) e un pacchetto di incentivi per assicurare il rinnovo delle flotte.

Di parere opposto Greenpeace secondo cui la proposta ”si presenta molto indebolita rispetto agli impegni precedentemente presi dalla stessa Commissione nel 2007″, posticipando di ben quattro anni il limite di 175g/km rispetto al valore di 203 g/km di CO2 mediamente emessi nel 2007. “Il Presidente Barroso – spiega Andrea Lepore, responsabile della campagna Trasporti e Clima di Greenpeace – ha chiaramente mollato la presa sulla riduzione delle emissioni dai trasporti; una crisi climatica è in corso e sono necessarie azioni urgenti, non mesi di ostruzionismo prima di una proposta scandalosamente debole e con obiettivi di riduzione posticipati”. “La proposta della Commissione – conclude – è evidentemente in conflitto con la promessa di Barroso di ‘mantenere lo slancio’ verso un settore dei trasporti a basse emissioni di anidride carbonica, oltre a non essere un impegno ambizioso sul clima come ci si aspetterebbe dall’Unione Europea, in vista del prossimo summit di Copenaghen”.