• Articolo , 10 gennaio 2011
  • CO2, i livelli attuali influenzeranno il pianeta fino all’anno 3000

  • Che i livelli di CO2 fossero preoccupanti è risaputo, ma un team di ricercatori canadesi ha affermato che qualora le emissioni non diminuissero nel corso del secolo i danni per gli equilibri globali potrebbero protrarsi fino al prossimo millennio

(Rinnovabili.it) – Gli attuali livelli di CO2, prolungati per i prossimi cento anni, porteranno le negative conseguenze dei danni causati dal cambiamento climatico fino all’anno 3000. E’ questo ciò che emerge dalle dichiarazioni del ricercatore canadese sul climate change e professore di geografia all’università di Calgary, Shawn Marshall.
“Ho la sensazione che molte specie naturali dovranno adattarsi ed evolversi in tal senso, ma perderemo molto lungo il cammino” ha dichiarato Marshall ribadendo “Abbiamo constatato che le barriere coralline non riescono ad adattarsi velocemente ai cambiamenti, e per questo ne abbiamo perse diverse. Perderemo molte delle aree sciistiche che preferiamo e numerose città tra cui Venezia e Manhattan”.
In collaborazione con il team della University of Victoria Marshall è riuscito a presentare un modello climatico completo, utile per rappresentare i futuri effetti del cambiamento climatico da qui a 1000 anni.
Dalla ricerca si evince come gli attuali livelli di biossido di carbonio stanno danneggiando il pianeta, estendendo le conseguenze al prossimo millennio con il pericolo che il livello delle acque terrestri si innalzino di 4 metri e che le calotte polari si sciolgano per un’area equivalente all’estensione del Canada.
“L’acqua salirà di circa un metro a causa della dilatazione termica, ma poi i flussi caldi scenderanno fino all’Antartide… e il livello delle acque salirà ancora”. Di questo passo aumenteranno i pericoli per le popolazioni costiere che vedranno scomparire le loro case ed andranno ad aggiungersi al già elevato numero dei rifugiati ambientali, costretti a muoversi senza meta alla ricerca di una nuova abitazione, ha sottolineato Marshall.
“Abbiamo tempo – ha concluso il ricercatore – ma prima iniziamo a ridurre emissioni meno danni irreversibili causeremo al Pianeta. Non riesco ad immaginare come sarà il mondo nel 2100 o nel 2200, ma non possiamo fingere che non si stia andando verso la distruzione”.