• Articolo , 14 luglio 2010
  • CO2, il geosequestro si lascia ispirare dai razzi

  • Applicare la tecnologia missilistica e i principi dell’aerodinamica alla tecnologia di cattura dei gas di scarico delle centrali a carbone. Ci prova la statunitense ATK

(Rinnovabili.it) – Impiegare la forza aerodinamica, piuttosto che composti chimici, per separare l’anidride carbonica dai fumi di una centrale elettrica prima che venga rilasciata nell’atmosfera.
Questo ciò che sta tentando di mettere in pratica un’azienda aerospaziale, l’ATK, a lavoro per trasformare la tecnologia alla base della missilistica in un innovativo, efficace ed economico metodo per il sequestro della CO2. “Attualmente la tecnologia di cattura del carbonio aggiunge un 80 per cento al costo del chilowattora elettrico consegnato”, spiega Robert Bakos vice presidente di ATK. “Con il nostro approccio potremmo ridurre il sovra costo al 30 per cento”.
La società, produttrice dei motori a razzo (gli Space Shuttle Solid Rocket Booster) riutilizzabili dello Space Shuttle della NASA, cita non solo la tecnologia missilistica ma anche l’aerodinamica ad alta velocità per il suo sistema di cattura di carbonio. “Quando si accelera l’aria ad altissima velocità è necessario espanderla molto rapidamente. Ciò provoca un raffreddamento e, in alcuni casi, se contiene vapore acqueo questo condenserà in forma liquida o, addirittura, neve. La stessa idea può essere applicata all’anidride carbonica”. La CO2, infatti, in condizioni normali è un gas, ma a basse temperature (-78 °C) si trasforma in ghiaccio secco.
ATK propone di pressurizzare i gas esausti di un impianto energetico a carbone per poi farli passare attraverso un ugello di scarico che li espanda e li raffreddi, permettendo così la formazione di ghiaccio secco. La società prevede, grazie alla collaborazione con i laboratori ACENT di New York, di ottenere la prima dimostrazione di laboratorio entro 14 mesi, per poi passare a un programma pilota in una centrale elettrica vera e propria. “Si tratta di un’idea relativamente semplice – conclude Bakos – ma come si dice, il diavolo è nei dettagli”.