• Articolo , 18 novembre 2009
  • CO2: la Corea del Sud propone -30% entro il 2020

  • Il Presidente della Corea del Sud, Lee Myung-bak, ammette con orgoglio di voler perseguire il difficile ma ambizioso obiettivo di ridurre ulteriormente le emissioni di anidride carbonica nonostante il Protocollo di Kyoto non ne dichiari l’obbligo

(Rinnovabili.it) – E’ di ieri la comunicazione di alcuni portavoce del Governo coreano che hanno annunciato la sottoscrizione, da parte della Corea del Sud, di un ulteriore taglio del 30% delle proprie emissioni entro il 2020.
L’obiettivo conferma e rafforza la posizione della Corea, che fa parte delle Nazioni in via di sviluppo, e che sta provvedendo in maniera determinante, almeno a parole, alla lotta al cambiamento climatico.
Ciò potrebbe mettere in crisi i Paesi industrializzati che dinanzi ad una simile scelta, per di più voluta da uno Stato che il Protocollo di Kyoto non classifica tra quelli con obblighi di riduzione, sentono gravare maggiormente il peso di decisioni definitive che dovranno assolutamente essere prese per poter emergere nell’imminente faccia a faccia in Danimarca.
“Anche se ci sono molti dubbi sull’incontro di Copenaghen, l’annuncio volontario dell’obiettivo di riduzione nazionale per la Corea del Sud sarà l’occasione per sollecitare la comunità internazionale a compiere sforzi responsabili”, queste le parole del presidente Lee Myung-bak in occasione di una riunione plenaria. Lee ha continuatodicendo di non avere “nessun obbligo legale” ma di voler comunque “prendere disposizioni”.
Il provvedimento intenzionale dichiarato dalla Corea del Sud sottolinea l’obiettivo ambizioso di Lee e del suo ‘Piano Nazionale per lo sviluppo sostenibile e per la riduzione delle emissioni’. Un progetto, questo, che punta non solo a ridurre la dipendenza della Corea del Sud dalle importazioni dei combustibili fossili ma anche a promuovere la diffusione dell’energia da fonti rinnovabili.
“Speriamo che la nostra mossa – ha concluso fiducioso Lee – avrà effetti positivi sulle altre Nazioni, in modo che a Copenaghen si possano raggiungere buoni risultati”.