• Articolo , 14 novembre 2008
  • Coldiretti: decolla in Italia l’elettricità da biomassa agricola

  • Il nuovo disegno di legge sull’incentivazione degli impianti alimentati a agroenergie illustrato oggi a Bologna in un’incontro organizzato dalla Coldiretti

La produzione elettrica da biomassa, come nuova frontiera della moderna agricoltura, è entrata a pieno titolo nell’EIMA 2008, l’Esposizione internazionale di macchine per l’agricoltura, in corso in questi giorni a Bologna. Lo stesso ministro Zaia intervenuto all’inaugurazione del Salone aveva indicato le agroenergie, siano esse colture energetiche, residui di potature o letame proveniente dagli allevamenti, come parte cruciale della “terza rivoluzione industriale”. “E’ l’agricoltura che produce energia, – aveva commentato – un aspetto, questo, che rivoluziona il nostro modo di pensare e contribuisce a dare alle imprese agricole un ruolo di primo piano nelle strategie di sviluppo del nostro futuro”. E un passo avanti in tal senso si è registrato disegno di legge, già discusso in Consiglio dei Ministri, che mette a punto un sistema incentivante per l’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a biomassa, con l’obiettivo di assicurare l’avvio dei necessari finanziamenti al settore agroenergetico. Ad illustrare il contenuto del nuovo testo è stata oggi la Coldiretti nel corso di un incontro interno all’EIMA: “Il disegno di legge – spiega la Coldiretti – introduce una tariffa omnicomprensiva di 0,28 euro/kW in ‘Conto Energia’ per l’energia prodotta da impianti di potenza inferiore ad 1 MW alimentate a biomasse e biogas”. Il testo proposto si inserisce anche nell’annosa questione della cumulabilità degli incentivi stabilendo che “per impianti di proprietà di aziende agricole, agroalimentari, di allevamento e forestali, alimentati a biomasse e biogas l’accesso alla tariffa sia cumulabile con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale e locale o comunitaria in conto capitale o in conto interessi con capitalizzazione anticipata non eccedenti il 40% del costo di investimento”. Un’opportunità importante dunque, soprattutto alla luce di recenti studi, riportati oggi dal presidente dell’Organizzazione Sergio Marini, secondo cui attraverso l’utilizzazione delle fonti rinnovabili dell’agricoltura si può arrivare a coprire oltre il 13%del fabbisogno energetico nazionale, risparmiando all’ambiente 12 milioni di tonnellate di anidride carbonica equivalente l’anno. “Il testo necessità però – ha concluso Marini – di adeguati miglioramenti per valorizzare l’energia prodotto da biomasse locali, la cosiddetta filiera corta, ed evitare che i vantaggi ambientali acquisiti siano vanificati con l’importazione di biomasse che hanno dovuto subire lunghi trasporti con mezzi inquinanti”.