• Articolo , 8 luglio 2010
  • Combustibili fossili addio entro il 2050. La rivoluzione sembra possibile

  • Elettricità tutta rinnovabile entro il 2050. Il cambiamento sembra possile, le tecnologie ci sono e i costi non saranno esagerati se si pensa che c’è in gioco il futuro delle generazioni a venire. Questo il monito del presidente della Agenzia federale per l’ambiente, Jochen Flasbarth

(Rinnovabili.it) – La Germania potrebbe dire addio ai combustibili fossili. L’obiettivo di passare ad un utilizzo dell’energia al 100% green entro il 2050 sembra oggi una meta non così inverosimile; se così fosse i tedeschi diverrebbero i primi, tra i Paesi facenti parte del G20, ad utilizzare un mix energetico totalmente sostenibile.
Attualmente la Germania ottiene il 16% della sua energia sfruttando un mix rinnovabile composto soprattutto da eolico e solare, quantitativo tre volte superiore rispetto a 15 anni fa. “Una completa conversione alle energie rinnovabili entro il 2050 è possibile da un punto di vista sia tecnico che ecologico”, ha detto Jochen Flasbarth, presidente della Agenzia federale per l’ambiente
“E’ un obiettivo molto realistico basato su una tecnologia che già esiste – non è una previsione ‘campata in aria’ “, ha aggiunto.
Grazie al Renewable Energy Act , la Germania è leader mondiale nel settore fotovoltaico: si prevede, inoltre, che presto verranno aggiunti più di 5.000 megawatt di capacità fotovoltaica, addirittura entro l’anno, toccando un totale di 14.000 megawatt e risulta, a livello mondiale, il secondo produttore eolico dopo gli Stati Uniti con 300mila posti di lavoro nel comparto creati nell’ultimo decennio.
Altri ambiziosi obiettivi sono stati fissati dal Paese che intende, entro il 2020, ridurre le emissioni di gas ad effetto serra del 40% partendo dai livelli registrati nel 1990 e arrivando ad un abbassamento del 80-85% entro il 2050, ha riferito Flasbarth concludendo. “I costi di una conversione completa alle energie rinnovabili sono molto inferiori rispetto ai costi che il cambiamento climatico determinerà a danno delle generazioni future”.