• Articolo , 23 settembre 2010
  • Come adattare il turismo ai cambiamenti climatici

  • Si terrà ad Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno il secondo incontro tra esperti locali sulla valutazione dei diversi scenari di cambiamento climatico in atto nell’area alpina e sull’individuazione delle possibili strategie di adattamento, per la valorizzazione futura di un’area turistica già riconosciuta a livello mondiale come patrimonio naturale dell’umanità. L’incontro ricade nell’ambito di […]

Si terrà ad Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno il secondo incontro tra esperti locali sulla valutazione dei diversi scenari di cambiamento climatico in atto nell’area alpina e sull’individuazione delle possibili strategie di adattamento, per la valorizzazione futura di un’area turistica già riconosciuta a livello mondiale come patrimonio naturale dell’umanità.
L’incontro ricade nell’ambito di un progetto comunitario denominato ClimAlpTour, Cambiamenti climatici e loro impatti sul turismo nelle Alpi (Climate Change and its impact on Tourism in the Alpine Space). Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Spazio Alpino 2007 – 2013 e vede la partecipazione della Regione Veneto, in qualità di Lead Partner, ad affrontare una delle tematiche più attuali: analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sul turismo dell’arco alpino, con particolare riferimento agli aspetti economici, sociali ed ambientali legati agli sport invernali.
L’arco alpino è caratterizzato da un paesaggio estremamente vario e conseguentemente da condizioni climatiche locali fortemente differenziate. Gli ecosistemi e gli habitat variano a seconda delle caratteristiche microclimatiche. I cambiamenti climatici in atto, dunque, non sono uniformi e non incidono allo stesso modo su tutto il territorio. La forza del progetto sta proprio nel numero elevato di partner partecipanti. La partnership, infatti, copre la maggior parte del territorio alpino: Italia (Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Provincia Autonoma di Bolzano), Austria (Vienna e Tirolo), Francia (Rhone Alpes), Germania (Baviera), Slovenia (intero territorio) e Svizzera. Le peculiarità e i problemi legati al turismo stagionale vengono analizzati dal punto di vista dei diversi partner coinvolti.
Il progetto parte dall’analisi di alcune aree campione, maggiormente significative sia dal punto di vista turistico che ambientale, dove oltre ai dati meteorologici verranno censiti i servizi offerti per soddisfare la domanda turistica, nonché altri parametri di natura economica e sociale.
L’obiettivo è quello di fornire alle amministrazioni locali uno strumento di supporto per differenziare il più possibile l’offerta turistica e adottare le giuste strategie di adattamento in conseguenza dei diversi scenari di cambiamento climatico che verranno ipotizzati.
Il progetto, che ha durata triennale (2008-2011), sta portando avanti la fase della valutazione dei dati di natura ambientale, sociale ed economica in ciascuna delle aree campione selezionate dai diversi partner, dati che vengono ora elaborati dal partner francese per la caratterizzazione di tipologie stazionali simili e verranno successivamente inseriti nell’ elasticity index analysis che verrà effettuata dall’Università di Monaco.
La Regione Veneto ha scelto come area campione il Comune di Auronzo di Cadore, il quale rappresenta una zona interessante per lo sviluppo turistico sia invernale sia estivo. E’ infatti un’area che è sempre stata molto frequentata durante la stagione estiva e con un costante aumento di presenze invernali.
Ad Auronzo la Regione ha previsto l’organizzazione di due workshop strettamente correlati; il primo già effettuato nel mese di giugno, ha visto la partecipazione di un numero selezionato di portatori di interesse (stakeholders), rappresentanti diverse categorie quali amministratori locali, albergatori, liberi professionisti, gestori degli impianti di risalita, discutere diverse proiezioni di sviluppo del settore turistico invernale nei prossimi 15 anni, in relazione a diversi possibili scenari di cambiamento climatico.
Il secondo, previsto per domani, permetterà di evidenziare le strategie di sviluppo dell’area più consone per il potenziamento del turismo invernale, anche attraverso l’uso di uno strumento di supporto agli amministratori locali (Decision Supporting System), elaborato dall’Università Ca’ Foscari di Venezia.