• Articolo , 4 aprile 2008
  • Come diventare professionisti del fotovoltaico

  • Una ricognizione puntuale su tutte le problematiche e le fasi dell’intero iter tecnico e burocratico dell’impianto FV

Prima di intraprendere la strada dell’installazione e della messa in esercizio di un impianto fotovoltaico, è opportuno avere una visione generale su tutti gli aspetti autorizzativi e tecnici e sulle relative figure coinvolte, per ottenere un quadro completo sulle problematiche degli impianti.
Prima di tutto è consigliabile conoscere il mercato, almeno nelle sue linee generali. La conoscenza di base del mercato, e dei vari attori coinvolti, aiuta a ben posizionarsi all’interno di esso, ad essere competitivo. Inoltre spinge ad un confronto aperto e leale con gli esperti del settore, all’aggiornamento continuo professionale e tecnico e, specialmente ad utilizzare tutte le occasioni che si presentino in termini di opportunità di finanziamenti, di bandi e gare, di forniture di materiali e così via. La conoscenza del mercato aiuta ad inquadrare nel giusto contesto il lavoro che ciascun operatore deve compiere ed, in ultima analisi, a rispettarlo.
Spesso l’approccio ad un impianto fotovoltaico è viziato dalla propria visione, che sia essa da parte di un installatore, piuttosto che da un progettista o da un commerciale. Un installatore tenderà a minimizzare il lavoro del progettista rispetto a quello del commerciale, e viceversa.
Comunque tratteremo a breve, e in modo monografico, il mercato nazionale e le varie professionalità coinvolte.
Una volta acquisite le conoscenze di base del mercato, si è in grado di valutare l’opportunità o meno di entrare in questo settore, in funzione delle proprie conoscenze, professionalità, possibilità economiche e finanziarie, sapendo sempre che il faro di riferimento è, e resta sempre, il cliente. Il costo di un impianto fotovoltaico comporta investimenti considerevoli che coinvolgono aspetti etici e ambientali, oltre che ovviamente economici. Tali ragioni devono spingere ancor di più tutte le figure professionali coinvolte ad avere il coraggio e la correttezza professionale di evidenziare le eventuali criticità di un impianto fotovoltaico, suggerire eventualmente soluzioni alternative fino a sconsigliare vivamente l’installazione di un impianto se esso presenta caratteristiche antieconomiche o tecnicamente non congrue.
Su tutti questi punti entreremo nel dettaglio nei prossimi approfondimenti.
Esaminiamo le tappe da affrontare per la corretta installazione e messa in esercizio di un impianto fotovoltaico. Volendo schematizzare:

a. Sopralluogo
b. Analisi di fattibilità
c. Eventuale pratica di finanziamento
d. Pratiche burocratiche preliminari
e. Progettazione
f. Installazione
g. Pratiche burocratiche in corso d’opera
h. Fine lavori
i. Collaudo
j. Pratiche burocratiche di chiusura

Per ciascuno di questi punti vengono brevemente riportate le macro attività indicando genericamente la figura responsabile; l’analisi di ciascuna attività verrà dettagliata nei prossimi approfondimenti.

*Il sopralluogo*

Il sopralluogo presso il sito di installazione è una tappa obbligatoria per la buona riuscita del lavoro. Infatti non basta la sola disponibilità delle planimetrie o delle informazioni date dal cliente. Il progettista, insieme all’installatore, dovranno verificare l’esatta ubicazione di tutti i componenti dell’impianto. In particolare si dovrà: verificare lo spazio disponibile per i moduli; individuare il posto dove installare i quadri di campo e di consegna e il locale (se interno) per installare gli inverter; identificare il percorso dei cavi verificando l’eventuale presenza di cavedi o di canalizzazioni esistenti; verificare la presenza dell’impianto LPS, dove sono posizionati i quadri di distribuzione esistenti ed i principali cavi; verificare i quadri di distribuzione e di consegna in termini di apparecchiature di protezione e la presenza di eventuali cabine di trasformazione private o pubbliche; effettuare il rilievo chilometrico; verificare gli eventuali ombreggiamenti esistenti, individuare eventuali problematiche legate alla movimentazione dei materiali da cantiere, di stoccaggio e della possibilità di raggiungere il sito con mezzi speciali; infine predisporre la messa in sicurezza del cantiere.
Si valuteranno infine le strutture rigide supporto dell’impianto (solai, tegole, ecc). Questi ed altri aspetti dovranno essere corredati dall’acquisizione dei dati di consumo dell’energia (tramite le bollette di fornitura precedenti), dalle planimetrie, dalle informazioni sul proprietario del sito, dell’intestatario dell’utenza elettrica e sul tipo e potenza della fornitura di energia elettrica.

*Analisi di fattibilità*

Si consiglia di fare un’analisi di fattibilità la più dettagliata possibile. Normalmente il documento viene redatto dal progettista con la collaborazione dell’installatore e di chi gestisce la parte commerciale. Questo documento dovrà dettagliare almeno i seguenti argomenti:

• Analisi economica ed eventualmente finanziaria. Preventivo dettagliato. L’impianto fotovoltaico è essenzialmente un investimento finanziario e come tale va considerato, seppur con le dovute sfumature che di volta in volta si affrontano in virtù delle aspettative e del profilo di rischio del cliente.
• Analisi tecnica con un dimensionamento di massima del sistema, valutazione della producibilità dell’impianto, diagramma clinometrico degli ombreggiamenti e degli angoli di visuale, cronoprogramma di massima, eventuali garanzie, disegno schematico del layout di impianto.
• Si suggerisce anche un piccolo sunto del “conto energia” che il cliente possa tenere con se e consultare anche a distanza di tempo. Tra la presentazione di uno studio di fattibilità (e del relativo preventivo) e il successivo benestare del cliente possono passare anche mesi. È opportuno quindi che tutte le informazioni rilevanti siano messe anche per iscritto (oltre che spiegate a voce) e consegnate al cliente per sua consultazione.

*Eventuale pratica di finanziamento*

Se il cliente opta per un finanziamento presso banche o finanziarie, bisognerà considerare un certo lasso di tempo occorrente alla pratica di finanziamento e di cui sia il cliente, sia gli operatori devono tener conto nella stesura del cronoprogramma.
Si deve inoltre tener presente anche l’ipotesi che la pratica non vada a buon fine e quindi tutelare sia l’installatore che il cliente da esborsi imprevisti e di certo non piacevoli.

*Pratiche burocratiche preliminari*

In questa fase si dovranno ottemperare tutti gli obblighi di legge previsti in termini di urbanistica, impiantistica, relazione con il gestore della rete di distribuzione. Ad esempio si procederà alla DIA o permesso a costruire laddove richiesto (in alcuni contesti regionali e, presto, anche nazionali la presentazione della DIA per alcune tipologie di impianti non è necessaria); alla richiesta di eventuali nulla osta (beni culturali, comune o altro), alle pratiche di verifica statica e procedure verso il Genio Civile e quant’altro viene richiesto dalle leggi vigenti.
Successivamente, si dovrà anche procedere alla richiesta di connessione verso il gestore di rete secondo le regole stabilite dal gestore stesso. In generale le figure professionali richieste in questa fase sono molteplici, in cui senza dubbio il ruolo del progettista è imprescindibile.

*Progettazione*

Se tutte le pratiche burocratiche previste al punto precedente hanno un riscontro positivo, si può procedere alla realizzazione pratica dell’impianto fotovoltaico. Il primo passo è rappresentato dalla progettazione in tutti i suoi livelli (spesso il progetto preliminare con allegati schemi unifilari vengono richiesti già in sede di richiesta di connessione al gestore).
Dal punto di vista generale, un impianto fotovoltaico è un impianto di produzione di energia assimilabile ad altri sistemi: ci sono risvolti, oltre che elettrici, anche meccanici ed architettonici che possono richiedere molteplici competenze professionali. Il progetto esecutivo rappresenta la procedura operativa che l’installatore dovrà seguire fedelmente durante la propria attività.

*Installazione*

La messa in opera dell’impianto è ovviamente compito della ditta installatrice coadiuvata dal contributo del direttore lavori per le attività propedeutiche, quali, la messa in sicurezza del cantiere e la redazione del Piano di Sicurezza.

*Pratiche burocratiche in corso d’opera*

Durante l’intero ciclo di vita dell’impianto, vengono richieste l’espletamento di pratiche burocratiche verso diversi interlocutori istituzionali. Giusto per citarne alcuni: il comune (e/o ministeri (competenti per le autorizzazioni necessarie a costruire o ai nullaosta), il gestore di distribuzione dell’energia (ad esempio Enel, Acea etc.), il gestore della rete Terna e il GSE.
Vale la pena ricordare in questa sede, che la comunicazione a Terna dell’installazione dell’impianto fotovoltaico dovrà essere fatta prima della fine lavori e che, nel frattempo, si è già provveduto ad accettare il preventivo per la connessione, comunicato dal gestore di rete, alla denuncia di apertura dell’officina elettrica ai sensi della Legge 13 maggio 1999, n. 133 e . Legge n. 342/2000.
In genere, oltre al proprietario dell’impianto, in queste operazioni viene coinvolto anche il progettista in quanto vengono richieste delle informazioni prettamente tecniche sull’impianto in oggetto.

*Fine lavori*

Al termine dell’installazione dell’impianto si procede alla comunicazione del termine dei lavori al gestore della rete. Quest’ultimo successivamente provvederà all’installazione dei contatori di energia. Ciascun gestore di rete ha la propria procedura e modulistica per la comunicazione di fine lavori. In genere le figure coinvolte in questa procedura sono il cliente, il progettista e la ditta installatrice.

*Collaudo*

Dopo l’installazione dei contatori di energia da parte del gestore di rete si procede al collaudo dell’impianto stesso.
Il collaudo è effettuato da un tecnico abilitato estraneo alla progettazione e alla direzione dei lavori. Per impianti fotovoltaici inferiori a 20 KW può essere fatto dalla ditta installatrice se in possesso dei requisiti di legge richiesti.

*Pratiche burocratiche di chiusura*

Questa fase probabilmente è la più delicata. Si dovrà procedere alla comunicazione al GSE di tutti i dati richiesti per l’accesso alla tariffa incentivante. È una procedura oggettivamente complessa ma, ad onor del vero, molto ben dettagliata in opportune sezioni del sito del Gestore dei Servizi Elettrici (“www.gsel.it”:http://www.gsel.it). In chiusura accenniamo al fatto che, in alcune circostanze, si possono presentare delle incombenze burocratiche anche durante tutto il periodo di erogazione dell’incentivo da parte del GSE (ad esempio si vedano gli obblighi annuali connessi al titolo di autoproduttore).