• Articolo , 4 gennaio 2010
  • Come in India si valuta il “dopo Copenhagen”

  • Premier, ministro dell’Ambiente e scienziati indiani, commentano, in occasione dell’inaugurazione del “Salone Indiano delle Scienze”, i risultati della Conferenza di Copenhagen e le conseguenze dell’accordo

(Rinnovabili.it) – In occasione del 97° Congresso Scientifico Indiano, inaugurato ieri, il primo ministro Manmohan Singh ha rilasciato alcune dichiarazione in merito alle considerazioni del dopo-Copenaghen.
“Nessuno è soddisfatto del risultato – ha commentato Singh, affermando poi come tutti i paesi abbiano bisogno di passare a un’economia a basse emissioni di carbonio – Siamo di fronte a nuove sfide del cambiamento climatico e la gestione delle nostre scarse risorse idriche. Abbiamo anche affrontare le sfide vecchie della sicurezza alimentare e lotta contro la malattia. In tutti questi settori – ha dichiarato il premier – il nostro successo dipenderà essenzialmente dalla qualità delle nostre istituzioni della scienza e della tecnologia”.
Anche gli scienziati indiani sono su questa linea: “Non si può sfuggire a questa necessità, le nazioni del mondo devono passare ad uno sviluppo con minori emissioni di gas a effetto serra – ha affermato lo scienziato Thiruvananthapuram – e un percorso obbligato verso l’efficienza energetica”.
Anche Jairam Ramesh, ministro dell’Ambiente, ha raccontato che a Copenhagen l’India ha protetto i propri interessi e ha sottolineato che nell’accordo raggiunto ci sono degli elementi penalizzanti per i paesi in via di sviluppo.
“Il nucleare e la produzione di energia dal sole, dovrà aumentare considerevolmente – ha poi aggiunto il premier indiano Singh – L’accordo raggiunto lo scorso anno con il _Nuclear Suppliers Group_ rappresenta un punto di riferimento per la partenza della tecnologia nucleare e la produzione di energia in India. Sono fiducioso nella possibilità di pianificare un programma rapido di sviluppo nucleare”.
Singh ha poi affermato che la nazione non deve rimanere indietro nell’efficienza energetica, che deve passare a fonti rinnovabili di energia e impegnarsi nelle strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. “L’India non deve rimanere indietro in questi settori – ha concluso il premier – Anzi dovremmo realizzare un programma per essere tra i leader nello sviluppo della scienza e della tecnologia connessa alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici”.