• Articolo , 6 ottobre 2009
  • Commissione Ue: green-economy, serve il triplo dei fondi

  • Secondo uno studio della Commissione, l’Europa dovrebbe triplicare i finanziamenti destinati alla ricerca e sviluppo di tecnologie verdi al fine di divenire competitivi sul mercato tecnologico mondiale

(Rinnovabili.it) – L’Ue ha dichiarato di ritenere necessaria la triplicazione dei fondi destinati alla diffusione della green economy.
Questa settimana l’Unione europea lancerà una campagna volta a moltiplicare i fondi pubblici e privati destinati al finanziamento della ricerca energetica. Parte degli stanziamenti dovrebbe essere destinata al progetto di riduzione delle emissioni di carbonio dell’80% entro il 2050.
La Commissione presenterà domani uno studio dettagliato dei fondi necessari all’Europa per ridurre del 20% le emissioni entro il 2020 e dell’80% entro il 2050, raccomandandosi che l’industria solare riceva un ulteriore finanziamento di 16 miliardi di euro nei prossimi dieci anni, mentre 6 miliardi dovrebbero essere destinati al settore eolico e 9 miliardi all’industria della biomassa e dei rifiuti.
Ai progetti di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica dovrebbero venir assegnati 13 miliardi entro il 2020, 7 miliardi all’industria del nucleare e 30 dovrebbero essere destinati alla progettazione e alla costruzione di 30 città “intelligenti” ad alta efficienza energetica.
L’analisi ribadisce l’importanza di aumentare i finanziamenti destinati all’incremento della produzione di energia da fonti rinnovabili e alla riduzione delle emissioni vista la necessità di competere con le politiche energetiche proposte da Usa e Giappone, ormai molto avanti nello sviluppo di tecnologie pulite.
Un funzionario Ue ha dichiarato che l’Europa potrebbe subire un blocco dell’economia qualora non si riuscisse ad aumentare gli investimenti nei settori destinati alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio “Sappiamo che la tecnologia low carbon potrebbe un giorno diventare competitiva rispetto ai combustibili fossili, e la questione è quindi se l’UE sarà un importatore o un esportatore di tale tecnologia”, ha riferito “Dobbiamo essere in pole position”.