• Articolo , 7 dicembre 2010
  • Committee of Regions avverte: l’azione per il clima comincia nelle regioni

  • L’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE lancia il suo monito chiedendo che i notevoli sforzi già messi in atto dalle realtà minori nella riduzione delle emissioni siano sostenuti e coordinati meglio sia su scala europea che mondiale

(Rinnovabili.it) – I delegati riunitisi a Cancún per discutere del cambiamento climatico devono riconoscere l’importanza degli enti locali e regionali nella lotta contro il riscaldamento globale o andranno incontro ad una ‘Copenhagen bis’. E’ l’avvertimento pronunciato oggi dal Comitato delle Regioni, l’Assemblea dei rappresentanti regionali e locali dell’UE, per mettere in guardia i negoziatori nei confronti di un rischio fin troppo sottovalutato. “Occorre evitare a tutti i costi di ripetere l’insuccesso di Copenaghen – ha affermato Nicola Beer (DE/ALDE), che rappresenterà il Comitato a Cancún,e per farlo è necessario passare a un approccio dal basso. L’azione per il clima si concretizza nelle regioni e nelle città, e diverse centinaia di regioni in tutta Europa già fanno molto più dei loro governi nazionali per combattere le cause e gli effetti del riscaldamento globale, attraverso organizzazioni come il Patto dei sindaci. Il messaggio del Comitato è chiaro: un approccio imposto dall’alto che ignora gli enti territoriali non contribuirà assolutamente a far avanzare la causa dell’azione per il clima”. Il CdR ha intenzione di collaborare attivamente con le altre istituzioni su questo tema come confermato peraltro dalla Presidente del Comitato Mercedes Bresso. “Il Comitato delle regioni è pronto a rafforzare la sua alleanza con la Commissione europea per far sì che l’Europa divenga un modello di riferimento internazionale nell’affrontare i cambiamenti climatici a livello dei cittadini. Il recente accordo siglato tra il Patto dei sindaci dell’UE e la Conferenza dei sindaci degli Stati Uniti per condividere le buone pratiche in materia di riduzione delle emissioni dimostra che la cooperazione internazionale è possibile, ma che questi sforzi bilaterali sarebbero molto più efficaci se facessero parte di un accordo mondiale. È per questo che è fondamentale compiere ulteriori progressi a Cancún”.