• Articolo , 13 luglio 2011
  • Componenti FV “made in Eu”: recepite alcune proposte del GIFI

  • L’apprezzamento di ANIE/GIFI alla pubblicazione delle regole applicative si accompagna alla preoccupazione per alcune questioni irrisolte che potrebbero lasciare nell’incertezza la filiera industriale

(Rinnovabili.it) – Soddisfatta ANIE/GIFI della pubblicazione delle regole applicative per il riconoscimento delle tariffe incentivanti previste dal Quarto Conto Energia, nelle quali sono state accolte alcune delle proposte avanzate dal gruppo che riunisce una parte (170 aziende) delle imprese fotovoltaiche italiane. La questione del riconoscimento dei componenti fotovoltaici “made in Europe” circolava già da un po’ di settimane. A questo proposito, lo scorso giugno ANIE/GIFI aveva inviato al Ministero dello Sviluppo Economico e al Gestore dei Servizi Energetici un documento contenente alcune proposte in materia, condivise da tutta la base associativa. Nonostante la soddisfazione, però, per ANIE/GIFI continuano a rimanere aperte alcune questioni critiche, emerse anche dall’Assemblea dei Soci di ieri, durante la quale le associazioni partecipanti hanno condiviso osservazioni e proposte per rendere operativo ed efficace già da subito il provvedimento. Le difficoltà riscontrate riguardano il controllo di provenienza della materia prima per i moduli fotovoltaici prodotti extra Eu, l’incertezza legata alla transitorietà delle disposizioni e l’impossibilità per i produttori europei di moduli e inverter di produrre da subito i certificati di ispezione di fabbrica e le etichette sui prodotti, conformi a quanto richiesto dal GSE. “Al fine di dare il tempo a tutti i produttori europei di adeguarsi alle nuove regole e non bloccare il mercato – ha commentato il Presidente di ANIE/GIFI, Valerio Natalizia – abbiamo proposto al MSE e al GSE la presentazione di una dichiarazione sostitutiva in attesa della certificazione richiesta e una deroga di qualche mese per la modifica sulle etichette dei prodotti”, aggiungendo anche che, per dare certezza alla filiera industriale e sbloccare gli investimenti, è necessario che le regole del regime definitivo siano rese note il prima possibile.