• Articolo , 29 ottobre 2009
  • Con Bellacoopia nascono le idee per fare impresa sostenibile e responsabile

  • Oltre 500 ragazzi da tutte le province della regione come attori protagonisti di un network che promuove la progettazione virtuale di imprese cooperative, nella declinazione, quest’anno, dell’impresa socialmente responsabile come l’unico modello possibile non solo nel futuro, ma già adesso: è la Rete regionale Bellacoopia promossa da Legacoop Emilia-Romagna, i cui protagonisti – le nuove […]

Oltre 500 ragazzi da tutte le province della regione come attori protagonisti di un network che promuove la progettazione virtuale di imprese cooperative, nella declinazione, quest’anno, dell’impresa socialmente responsabile come l’unico modello possibile non solo nel futuro, ma già adesso: è la Rete regionale Bellacoopia promossa da Legacoop Emilia-Romagna, i cui protagonisti – le nuove generazioni – sono stati premiati a Ecomondo per i progetti di responsabilità sociale e sostenibilità ambientale – 20 in tutto – sviluppati nel corso dell’anno scolastico 2008-2009 con le cooperative del territorio – segnalati poi dalle Leghe territoriali delle province – e in sintonia con l’assessorato all’Ambiente e sviluppo sostenibile della Regione Emilia-Romagna.
Con la conduzione di Patrizio Roversi, sono intervenuti tra gli altri l’assessore regionale all’Ambiente Lino Zanichelli e il presidente di Legacoop Giuliano Poletti.

La cooperazione, nonostante un quadro generale di crisi economica, ha cominciato il percorso che porterà molte cooperative a certificarsi sia sul piano della Responsabilità Sociale di Impresa, che della sostenibilità. Un esempio di responsabilità sociale che si sviluppa in modo collettivo è proprio il progetto Bellacoopia, a cui le cooperative del territorio contribuiscono fornendo risorse economiche e umane, coerentemente con un modello di impresa che ancora sa fare squadra nell’interesse dei soci, degli utenti e del territorio in cui opera.

Al fine di integrare efficacemente competenze nell’area della formazione, comunicazione e sviluppo, la giuria era necessariamente composita e interdisciplinare: Milena Bertacci, ricercatrice dell’IRRE Emilia-Romagna (istituto di ricerca educativa statale con competenza regionale e compiti di supporto alla scuola), responsabile del Coordinamento tecnico-scientifico del Progetto “Una scuola per l’ambiente”; Paolo Tamburini, responsabile del Servizio Comunicazione ed Educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna; Marisa Parmigiani, responsabile delle politiche sociali per Accda- Coop e segretario generale di Impronta Etica, un’associazione di imprese per lo sviluppo e la diffusione di modelli imprenditoriali attenti allo sviluppo sostenibile.

I parametri utilizzati per valutare i progetti? La sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Il grado di innovazione della proposta, sia esso un servizio o un prodotto. E poi la sua fattibilità e l’attitudine ad essere replicato, ma anche la gestione ambientale prevista, l’impatto del ciclo di vita e il contenuto testimoniale.

Sul vertice del podio ITC Paciolo d’Annunzio Fidenza (PR) con il progetto tessile I like (produzione e commercializzazione di abbigliamento originato da materiali riciclati), mentre seconde a pari merito sono l’Istituto Professionale Cattaneo Deledda (MO) con il progetto sul fronte energetico Fuel cat (biodiesel da riciclaggio) e l’ Istituto Professionale Ferrarini (BO) con il progetto nella categoria ‘agricoltura e distribuzione’ dal nome Fresh & Bio.
Menzioni anche per Istituto Professionale Guastalla (RE) con CARE (risparmio energetico), Istituto Professionale Alberghetti (Imola) con RImotoCICLO (Servizi) e I.T.C. Renato Serra ( Cesena) con Europlastic COOP (Manifatturiero).