• Articolo , 20 novembre 2009
  • Con Bioenergia Villa l’energia viene da bucce di pomodoro e liquami

  • La società a ‘progetto’, con il supporto di Fiper, inaugura oggi presentato oggi l’impianto per la produzione combinata di energia termica ed elettrica a Villa di Tirano a partire da una molteplice varietà di matrici organiche

(Rinnovabili.it) – Sebigas del gruppo Industriale Maccaferri ed AB Energy hanno realizzato l’impianto e, grazie all’insostituibile collaborazione fornita da FIPER(Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili), oggi Bioenergia Villa – società a “progetto costituita da’Biovalt, Tcvvv, Coldiretti, Banca Intesa e AEM – ne ha celebrato l’inaugurazione.
In questo modo Villa di Tirano, in provincia di Sondrio, potrà contare su un nuovo impianto per la produzione di energia elettrica e termica dalla tecnologia innovativa che consente di utilizzare nel processo di digestione anaerobica una molteplice varietà di matrici organiche.
Materie prime saranno dunque colture energetiche come cereali o colza, ma anche residui come foglie e colletti di bietola, stocchi di mais , scarti vegetali, bucce di pomodoro, vinacce, sanse di oliva, panelli oleosi, fino ai liquami e letami degli allevamenti zootecnici, alle acque reflue dell’agro-industria.
Aderendo dunque perfettamente al profilo di un corretto sviluppo sostenibile, sia sotto un profilo ambientale che economico, l’impianto è in grado di produrre a regime 3 milioni e 780 mila KWhe ogni anno e un’energia termica di 800 mila kWh.
L’obiettivo progettualedella struttura ricalca quello che è lo scopo della stessa ‘Bioenergi a Villa’, ovvero sviluppare, tra i piccoli allevatori ed agricoltori, la filiera agro energetica, risolvendo nel contempo il problema dei rifiuti e creando una forte collaborazione e sinergia con il mondo industriale. “Gli imprenditori agricoli – recita una nota stampa del Fiper – consorziandosi e ricevendo agevolazioni possono creare una realtà non solo perfettamente compatibile con l’ambiente, ma soprattutto in grado di ottenerne la sua salvaguardia attraverso impianti di potenza variabile tra i 500 KWh ed 1 MWh”.