• Articolo , 17 gennaio 2011
  • Con Hydrostor l’energia si stocca ad 80 metri sotto il livello dell’acqua

  • Per accumulare l’energia prodotta in eccesso la Hydrostor ha pensato ad un concept subacqueo. Palloncini gonfiati ad aria compressa possono essere depressurizzati al bisogno e l’aria rilasciata impiegata per produrre energia sfruttando turbine sulla terraferma

(Rinnovabili.it) – E’ semplice immaginare una serie di palloncini gonfiati ad aria compressa, ma se questi si trovano ancorati al fondo del lago Ontario è naturale che sorgano delle domande.
Nasce con l’idea di stoccare energia sotto forma di aria compressa al di sotto la superficie dell’acqua, il concept realizzato dalla Hydrostor che si presenta come una sorta di insieme tubolare di numerosi palloncini posizionati 80 metri sotto il livello dell’acqua e che arriva ad avere le dimensioni di un autobus.
Sulla superficie del bacino idrico un sistema di compressione utilizza l’energia elettrica prodotta in eccesso per pompare l’aria ad alta pressione nei palloni, e quando la domanda di energia richiede un potenziale maggiore è sufficiente decomprimere i palloncini e far giungere l’aria a terra, in modo che le turbine possano generare elettricità creando disponibilità energetica per i momenti di maggiore domanda da parte della rete.
Secondo le stime della società un _campo di 200 palloncini_, se adeguatamente sfruttato, potrebbe rappresentare il potenziale energetico di un istallato pari a 2 MW per la durata di 4 ore, mentre per quanto riguarda i costi sarebbero in linea con i sistemi di stoccaggio energetico ad aria compressa più convenzionali, come dichiarato dal CEO della Hydrostor Curtis VanWalleghem.
Il successo di un simile progetto è stato decretato a seguito della considerazione secondo la quale circa il 50% della popolazione mondiale vive nei pressi di un bacino idrico potenzialmente funzionale all’istallazione di un impianto di stoccaggio come quello appena descritto.