• Articolo , 4 settembre 2008
  • Con METTTES per il trasferimento tecnologico nel settore ambiente

  • Rush finale per METTTES (More efficient trasnational technology transfer in the environmental sector), il progetto europeo che favorisce il trasferimento tecnologico nel settore ambiente ed energia secondo un’ottica allargata, che non si limita più a raccogliere le istanze delle singole realtà private, ma estende lo spettro d’azione alle regioni nella loro complessità. In questo modo, […]

Rush finale per METTTES (More efficient trasnational technology transfer in the environmental sector), il progetto europeo che favorisce il trasferimento tecnologico nel settore ambiente ed energia secondo un’ottica allargata, che non si limita più a raccogliere le istanze delle singole realtà private, ma estende lo spettro d’azione alle regioni nella loro complessità. In questo modo, l’obiettivo si sposta sul contesto generale all’interno del quale si sviluppa l’attività economica, fatto di leggi, di peculiarità del tessuto socio-economico, di sinergie.

Finanziato nell’ambito del bando INNOV-7 del Sesto programma quadro di ricerca e sviluppo della CE con un budget complessivo che tocca i 915 mila euro, METTTES si conclude nel mese di settembre, ma già ora si possono trarre elementi positivi da un’attività di due anni.

Coordinato dall’ente tedesco Zenit GmbhG, METTTES comprende, tra i partner, Malta Enterprise (Malta), la University of Technology Economics of Budapest (Ungheria) e il Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e si è avvalso della collaborazione con IRC (Innovation Relay Center), la più importante piattaforma europea per il trasferimento tecnologico transnazionale. Ma METTES ha virato rispetto alla metodologia IRC, centrando l’obiettivo sulla domanda di tecnologia espressa dalle regioni europee nella loro complessità, tenendo conto di normative ed incentivi locali e sovranazionali. Il bisogno di tecnologia si forma così in stretto rapporto con la “pressione” esercitata dai diversi livelli legislativi. Le Direttive europee, per esempio, sono particolarmente cogenti in tema di ambiente, determinando una spinta all’innovazione per adeguarsi ai parametri richiesti. È per questo che la prima fase di METTES verteva sul modo in cui vengono recepite le direttive europee sull’ambiente nelle regioni coinvolte. La Direttiva quadro 2000/60/EC sulla tutela delle acque, per esempio, ma anche la 75/442/EEC sui rifiuti o la direttiva 96/61/CE (IPPC) per la prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento delle attività industriali, e diverse altre. Il nuovo approccio di METTES ha consentito poi di incrociare le risultanze con tutto quell’insieme di misure e incentivi nazionali, regionali e locali che di fatto sono in grado di veicolare il comportamento delle aziende. La seconda fase di METTES si è sviluppata attraverso la predisposizione di RDP (regional demand profiles), documenti che forniscono un prospetto dei bisogni tecnologici emersi dalla prima fase. La stesura di ogni RDP ha coinvolto gli stakeholder e le aziende, consentendo poi di organizzare una serie eventi (brokerage event) volti a facilitare i contatti tra imprese e mondo della ricerca. Tra i temi, spiccano per interesse suscitato le energie rinnovabili e la gestione dei rifiuti. Dato confortante, il forte interesse dell’Italia con 300 meeting complessivi. METTTES si sviluppa in forma complementare all’Enterprise Europe Network, il nuovo progetto sul trasferimento tecnologico che ha preso il posto di IRC (Innovation Relay Center) e che è seguito in Emilia-Romagna da Aster.