• Articolo , 11 gennaio 2008
  • Concentratori solari da 1 cm quadrato

  • Da California e Canada arriva una nuova speranza per un concreto abbattimento dei costi di produzione ed applicazione del solare, che in questo caso abbandona il silicio e si affida a nuovi materiali e nuovi metodi per la produzione di energia elettrica.

Pur essendo uno dei mesi più freddi dell’anno, dicembre porta bene al modo del fotovoltaico! Dal 18 dicembre scorso infatti la Nanosolar, azienda californiana di San Jose, entrata nel mercato del fotovoltaico con la seria intenzione di rivoluzionarlo producendo moduli che non impiegano silicio, ha ufficialmente dato il via alla distribuzione dell’ultimo e nuovissimo modello di cella fotovoltaica a più basso costo mai prodotta e commercializzata al mondo. La Nanosolar produce celle fotovoltaiche di terza generazione ottenute tramite stampaggio su materiale flessibile di nanoparticelle in lega di rame, indio, gallio e selenio (CIGS: la loro efficienza è del tutto identica all’efficienza di quelle al silicio, ma il loro costo si aggira attorno ad un quinto); ne avevamo già parlato a proposito del Premio “Best of What’s New” attribuito a questo nuovo “inchiostro…energetico” dal sito Popular Science. E così da qualche giorno si è passati dalla teoria e dalle prove di laboratorio, all’applicazione ed alla verifica di funzionamento ed efficienza tramite la vendita e l’applicazione dei nuovi moduli stampati con questo speciale inchiostro in grado di trasformare la radiazione solare in energia elettrica. La Nanosolar ha dichiarato che sarà la prima azienda fornitrice di energia da fonte alternativa a vendere i propri moduli al costo di 99 centesimi di dollaro per watt, ancora meno del carbone, del quale un nuovo impianto di produzione costa circa 2.10 dollari, e dei film sottile oggi in commercio che costa in media 3.59 dollari per watt. Questo tipo di tecnologia deve ancora essere riconosciuta dal grande pubblico, ma supportata dall’avanzamento tecnologico in performance di durata ed affidabilità delle batterie e dal sempre maggior impiego delle nanotecnologie, c’è da scommettere che, una volta verificata l’efficienza di produzione energetica di questi moduli, non saranno in molti a farsi sfuggire l’opportunità di installare a costi veramente ridottissimi una fonte di energia pulita e sicura come quella solare. E arriva dal Canada la seconda delle buone notizie in campo di energia alternativa. La Emcore Corp, azienda fornitrice di stazioni solari spaziali e sistemi di comunicazione, si è lanciata nell’applicazione sul suolo terrestre delle avanzatissime tecnologie prima sperimentate solo fuori dall’atmosfera. Il progetto prevede un campo di celle solari multigiunzione combinate in un concentratore di raggi solari, denominato tecnologia CPV. In questo tipo di celle il concentratore ha le dimensioni di 1 centimetro quadrato, in grado di generare la stessa energia di 500 cm quadrati di celle solari convenzionali. Il modulo così costituito, appartenente alla seconda generazione di concentratori della Emcore (il primo esperimento era stato approntato all’incirca un anno fa), assomiglia ad un grappolo di lenti ed il progetto è stato denominato Pod Generating Group. Inoltre i materiali utilizzati per la costruzione del concentratore sono poco costosi e rendono questa tecnologia competitiva rispetto alle tradizionali celle di silicio e piuttosto adatta all’applicazione su grande scala. Sembra proprio che la tecnologia che utilizza l’energia del Sole per la produzione di elettricità sia ad una grande svolta, prima fra tutte l’abbandono dell’impiego del silicio, e considera altri materiali ed altre strade, evidentemente più sicure, senza il problema di reperire il costosissimo materiale, e con l’apprezzabile pregio di limitare i costi di produzione e vendita di una tecnologia che sta pian piano diventando sempre più accessibile al grande pubblico. Il nostro augurio per il 2008 è che l’utilizzo di fonti di energia alternative e non inquinanti possa essere la parola d’ordine per uno sviluppo ancora più sostenibile!
(Fonti Environmental news network – Ecotality Life)