• Articolo , 23 settembre 2010
  • Confindustria: avanti su efficienza energetica, indotto da 1,6mln di occupati

  • Presentate oggi dalla Confederazione Generale dell’Industria Italiana le “Proposte per il Piano straordinario di efficienza energetica 2010”. Gli industriali plaudono al Piano che porterebbe ad un aumento degli occupati fino 1,6 milioni ma sarà necessario dirigere un flusso maggiore di investimenti sull’efficienza energetica

(Rinnovabili.it) – Sono state presentate oggi nella sede romana di Viale dell’Astronomia le *Proposte per il Piano straordinario di efficienza energetica 2010* di Confindustria, un documento di analisi con il quale il mondo dell’imprenditoria italiana è stato chiamato a discutere sulle proposte e gli obiettivi del Piano previsto dalla Legge Sviluppo n. 99/2009. Un Piano che potrebbe determinare un impatto notevole sul nostro sistema sociale ed economico. Si stima infatti che da qui al 2020 si potrebbe assistere ad un aumento della domanda di circa 130 miliardi di euro che andrebbe di pari passo ad un incremento della produzione industriale di circa 238,4 miliardi con una crescita occupazionale in grado di soddisfare la domanda di 1,6 milioni di lavoratori per tutto l’indotto. Per il periodo 2010-2020 Confindustria ha anche stimato il risparmio energetico di energia fossile pari a 86 Mtep, con una riduzione delle emissioni di CO2 pari a 207,6 milioni di tonnellate e un risparmio economico per il costo evitato della CO2 determinato dal Pacchetto clima-energia della Ue stimabile in 5,19 miliardi di euro.
Più che l’investimento per la produzione di energia da fonte nucleare, e prima ancora di investire nei diversi comparti delle rinnovabili, secondo il presidente degli industriali Emma Marcegaglia, presente all’incontro di questa mattina, sarebbe necessario in Italia potenziare in Italia gli investimenti proprio nel campo dell’efficienza energetica nei prossimi dieci anni. “L’efficienza energetica è un’opportunità di crescita per il nostro Paese e può rappresentare un vantaggio competitivo in termini di occupazione, d’impatto sul Pil e sulla bollette energetica – ha sottolineato la Marcegaglia – Scommettere sull’efficienza vuol dire anche rendere meno pesanti i vincoli di emissione di CO2 che ci vengono imposti dall’Europa ed evitare di pagare un conto troppo salato per il sistema industriale italiano”. Il presidente di Confindustria, ha però sottolineato anche la necessità di dotare il sistema-Italia di un piano complessivo di politica energetica serio e di medio termine “che comprenda anche il nucleare e le fonti rinnovabili”.
Secondo gli industriali, quindi, il Piano straordinario di efficienza energetica 2010 potrebbe essere affrontato in maniera abbastanza agevole dall’Italia, potendo anche contare su un sistema economico-finanziario all’interno del quale il settore industriale che opera nel campo dell’efficienza energetica rappresenta una quota rilevante con quasi 400 mila aziende e circa 3 milioni di occupati.