• Articolo , 21 gennaio 2009
  • Conto Energia, l’inarrestabile motore del fotovoltaico made in Italy

  • A tre anni di vita dei decreti in “Conto Energia” facciamo il punto delle loro applicazioni con l’Ing. Montanino, Direttore tecnico del GSE

*_Ing. Montanino, l’opportunità italiana per lo sviluppo del fotovoltaico, costituita dal Conto Energia, compie già tre anni. Forse è il momento per fare qualche considerazione. Prima di parlare di numeri, sono stati secondo lei raggiunti gli obiettivi strategici posti alla base dei Decreti?_*

Non è facile rispondere a questa domanda, poiché gli obiettivi che il Conto energia si propone di raggiungere sono molteplici. Posso provare ad evidenziarne qualcuno.
Sicuramente il conto energia si prefiggeva di far decollare il numero delle installazioni fotovoltaiche in Italia. Nel quinquennio 2000 – 2005, durante il quale è stato operativo lo schema d’incentivazione in conto capitale del programma “Tetti fotovoltaici”, il volume di fotovoltaico annualmente installato ristagnava su valori di pochi megawatt. Con la partenza del “Conto energia”, dopo una prevedibile inerzia iniziale, il ritmo delle installazioni annue è completamente cambiato e, dai 70 MW del 2007, siamo arrivati ai circa 200 MW del 2008. Pertanto da un punto di vista quantitativo siamo sulla strada buona.
Parallelamente alla potenza installata, era prioritario anche sviluppare e formare gli operatori fotovoltaici in Italia (produttori di moduli e componenti, installatori, progettisti), presupposto indispensabile per una crescita armoniosa e duratura del mercato e per evitare di diventare una terra di conquista da parte di prodotti ed operatori stranieri. Su questo fronte la partita è ancora tutta da giocare e l’esito non è certo.
Infine, un terzo obiettivo, strettamente legato ai primi due, è rappresentato da una progressiva riduzione del costo dell’impianto per l’utente finale. Anche su questo punto non è possibile esprimere un giudizio, perché il mercato non evidenzia al momento segnali che ci possano indicare che in Italia si sia imboccata la strada giusta. Anzi, è sempre presente il rischio che, nelle varie fasi del processo, si possano radicare costi parassiti (senza valore aggiunto), che potrebbero rallentare, se non impedire, l’auspicata riduzione dei costi.

*_Quali sono state le principali innovazioni del secondo Decreto rispetto al primo?_*

Il Decreto del 19 febbraio 2007, che ha definito l’attuale quadro di riferimento normativo per il Conto energia, ha permesso di superare alcune criticità che avevano di fatto inceppato il cammino del meccanismo d’incentivazione e rischiavano di compromettere la crescita e la continuità del nascente mercato del fotovoltaico in Italia. In particolare le novità più rilevanti sono:

* l’abolizione della fase istruttoria di ammissione alle tariffe incentivanti e dei limiti annuali di potenza incentivabile. Attualmente, gli impianti possono richiedere gli incentivi solo a valle dell’entrata in esercizio. In questo modo sono stati eliminati i pericoli derivanti da comportamenti speculativi di alcuni operatori che, senza la reale volontà di costruire gli impianti, miravano ad accaparrarsi una quota rilevante della potenza disponibile, condizionando in tal modo lo sviluppo del mercato. L’introduzione di un limite globale di potenza incentivabile (1200 MW) permette a tutti gli operatori di pianificare i propri investimenti su di un orizzonte temporale sufficientemente lungo.

* l’articolazione delle tariffe, in relazione alla taglia e al livello d’integrazione architettonica degli impianti, e l’introduzione di un premio sulle tariffe, abbinato ad interventi di efficienza energetica sulle unità immobiliari alle quali sono asserviti gli impianti stessi, sono leve efficaci per indirizzare il mercato verso soluzioni progettuali compatibili con l’ambiente e per creare sinergie con le politiche d’incentivazione del risparmio energetico;

* l’eliminazione del limite massimo di 1000 kW della potenza incentivabile per un singolo impianto rende possibile iniziative di grande dimensione che potranno avere un impatto rilevante sul tasso di crescita del mercato.

*_Veniamo ai numeri. Mi risultano ben 23.185 gli impianti collegati attualmente in rete. E’ un dato esatto ? E comunque sono stati confermati i target di potenza istallata che sicuramente il GSE si era posto nell’applicazione dei Decreti?_*

Il preconsuntivo (da consolidare nei prossimi mesi) della potenza cumulata in esercizio in Italia con il “Conto energia” alla fine del 2008 è di circa 280 MW per un totale di oltre 25.000 impianti. Per fine 2009 il GSE prevede che la potenza possa raggiungere i 550 MW per un numero complessivo di impianti pari a circa 50.000. Con questo scenario la potenza totale di 1200 MW incentivabile con il nuovo conto energia potrà essere raggiunta già nel corso del 2012. E’ opportuno ricordare che a questi 1200 MW vanno sommati circa 250 MW (sui 380 MW ammessi) che si prevede saranno realizzati con le regole del primo conto energia.

*_Nel confronto dell’Italia con la Germania, o l’Olanda, notiamo ancora importanti differenze nello sviluppo del fotovoltaico. Quali sono, secondo lei, gli elementi che ancora frenano l’affermazione piena del fotovoltaico nel nostro paese?_*


Il 70% dei moduli prodotti nel mondo viene venduto e installato in Europa, che attualmente, grazie ai meccanismi di incentivazione, è leader per capacità cumulativa installata. In Europa, dopo la Germania e la Spagna, il nuovo “hot market” è sicuramente l’Italia. La Germania a fine 2008 ha superato i 5000 MW di potenza fotovoltaica cumulativa installata (a fine 2007 il dato era 3900 MW), ma questo è stato possibile grazie ad un sistema di incentivazione, il “Renewable Energy Sources Act” (EEG) che ha messo in moto il mercato nel 2000, cinque anni prima che in Italia partisse il primo conto energia. Se osserviamo i dati in Germania dopo tre anni di incentivazione, i megawatt installati erano meno di 400 (a cui vanno sottratti tutti gli impianti realizzati con il programma “100.000 tetti fotovoltaici”). Il bilancio in Italia non è così diverso, a tre anni dall’avvio del sistema di incentivazione, da quello tedesco in termini di potenza cumulativa installata. Rimangono le differenze sui prezzi degli impianti, (4.400 €/kWp, fonte BSW Solar 2008 – German Solar Industry Association, a fronte di oltre 6.000 €/kWp in Italia, dato rilevato da GSE su quanto dichiarato in sede di richiesta degli incentivi), sulla stabilità “normativa”, oltre che sulle barriere di ordine amministrativo per le autorizzazioni e per le connessioni alla rete.

*_In conclusione parliamo in generale di rinnovabili. Dal suo osservatorio privilegiato, crede che il nostro Paese riuscirà a raggiungere gli obiettivi posti a livello europeo?_*

L’obiettivo del 17% di consumi complessivi di energia da fonti rinnovabili al 2020 è ambizioso ma non impossibile; i dati di mercato ci mostrano che, nonostante la crisi economica, gli investimenti nelle rinnovabili continuano. E’ comunque necessario lo sforzo di tutti gli attori coinvolti in un processo dove le istituzioni, l’industria e gli investitori lavorano insieme puntando ad un unico obiettivo, che poi è quello della riduzione dei costi.
Last but not least, una considerazione. Poichè l’obiettivo è in percentuale del consumo finale, il suo raggiungimento passa necessariamente attraverso un uso consapevole dell’energia da parte dell’utente finale, con un conseguente cambiamento del nostro stile di vita.