• Articolo , 29 novembre 2009
  • Convegno “Biomasse: dalle foreste energia per il futuro”

  • L’ Ipla, Istituto per le piante da legno e l’ambiente, nato nel 1979 dall’acquisizione da parte della Regione Piemonte dell’INPL, Centro Ricerche delle Cartiere Burgo, svolge, come ente strumentale regionale, un ruolo di studio, monitoraggio e gestione della risorsa forestale. Con la ricorrenza del Trentennale della sua costituzione, l’IPLA organizza venerdì 11 dicembre 2009, alla […]

L’ Ipla, Istituto per le piante da legno e l’ambiente, nato nel 1979 dall’acquisizione da parte della Regione Piemonte dell’INPL, Centro Ricerche delle Cartiere Burgo, svolge, come ente strumentale regionale, un ruolo di studio, monitoraggio e gestione della risorsa forestale.
Con la ricorrenza del Trentennale della sua costituzione, l’IPLA organizza venerdì 11 dicembre 2009, alla Sala Londra, Centro Congressi Lingotto, in via Nizza 280, a Torino, dalle ore 9 alle ore 13, il convegno dal titolo “Biomasse: dalle foreste energia per il futuro”.
Nello scenario delle energie rinnovabili, il legno rappresenta una fonte a cui l’uomo da sempre attinge. Il Piemonte è particolarmente ricco di tale materia prima, se si considera che la foresta occupa il 34% della superficie regionale complessiva. Una risorsa che, se correttamente gestita a fini energetici, potrebbe fornire fino a 2,6 milioni di m3 di legno all’anno, per un valore equivalente a oltre 700.000 tonnellate di petrolio (tep), pari a un risparmio nel bilancio delle emissioni di 1.300.000 tonnellate di CO2.
Il patrimonio forestale piemontese è situato per il 70% in montagna, ed è gestito, per ragioni storiche, non a fustaia destinata alla produzione di legno da opera, come in Paesi quali l’Austria o in regioni quali il Trentino, bensì prevalentemente a bosco ceduo, soggetto a tagli frequenti, per la produzione di legna da ardere e di paleria di vario uso. Conseguentemente, ad eccezione del pioppo, la filiera legno non si è strutturata in Piemonte, dove le segherie hanno dimensioni ridotte rispetto ad altri Paesi europei.
Lo spopolamento dei territori montani, la frammentazione delle proprietà boschive e la loro scarsa accessibilità sono alcuni dei fattori che hanno reso poco competitiva anche la destinazione energetica del legno, a fronte della concorrenza dei Paesi dell’Est europeo che derivano in prevalenza la loro materia prima da vaste e accorpate foreste di pianura.
Il convegno dell’11 dicembre, con la partecipazione della Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso, proporrà un nuovo quadro strategico che, alla luce delle opportunità offerte dagli incentivi nazionali per la produzione energetica da biomasse e dalla legge regionale sulla forestazione, possa dare vita ad una filiera orientata primariamente alle Comunità Montane e collinari, in grado di apportare sviluppo economico, energia e un razionale utilizzo dei boschi.
La chiave di volta di questa proposta è rappresentata dalle evoluzioni tecnologiche, ormai a portata di mano, per lo sfruttamento energetico delle biomasse legnose. Caldaie a biomasse ad elevata efficienza, soluzioni integrate, per esempio con il solare termico a concentrazione, la piro-gassificazione sono in grado di offrire livelli di efficienza energetica, impensabili fino a pochi anni fa, attraverso la cogenerazione, ossia con la produzione congiunta di elettricità e calore da impianti di piccola taglia.
“Questo modello di sviluppo – afferma Lido Riba, Presidente dell’IPLA – rende economicamente sostenibili anche piccoli impianti consortili e permette quindi di abbattere i costi logistici, producendo energia proprio là dove si trovano le biomasse”.
Il concetto su cui puntare è quindi “portare gli impianti alle biomasse, non le biomasse agli impianti”. Ciò consente di sostenere il più elevato costo di raccolta della biomassa forestale montana e di sfruttare la componente termica, producendo calore ed elettricità nelle vallate piemontesi.
Nel convegno dell’11 dicembre prossimo una serie di interventi istituzionali e tecnici tracceranno le linee di azione della Regione Piemonte per fornire alle Comunità Montane gli strumenti necessari per costruire una filiera forestale.
“Con le nuove tariffe per la produzione energetica da biomasse – conclude Lido Riba -ci sono finalmente le condizioni per avviare un percorso virtuoso che potrebbe creare nelle nostre montagne un indotto economico stimato attorno ai 200 milioni di euro con una ricaduta occupazionale di 5-7 mila addetti, assicurando, nel contempo, un’energia da fonti rinnovabili e tutta di origine locale, una gestione forestale sostenibile, uno sviluppo economico e una qualità di vita a vantaggio della popolazione residente”.