• Articolo , 11 luglio 2009
  • Convegno su energie rinnovabili Agenda 21

  • Enna. Sala Cerere di palazzo Chiaramente ha ospitato la prima riunione del gruppo di lavoro di Agenda 21 locali, dove si sono riunite le aziende che operano nel campo delle energie rinnovabili, le istituzioni per favorire lo sviluppo sostenibile in Sicilia e per realizzare un Piano di azione mirato a ridurre del 20 per cento […]

Enna. Sala Cerere di palazzo Chiaramente ha ospitato la prima riunione del gruppo di lavoro di Agenda 21 locali, dove si sono riunite le aziende che operano nel campo delle energie rinnovabili, le istituzioni per favorire lo sviluppo sostenibile in Sicilia e per realizzare un Piano di azione mirato a ridurre del 20 per cento le emissioni di Co2 (anidride carbonica) nelle aree ad elevata concentrazione industriale di Milazzo, Siracusa e Gela. “In Sicilia vi è un’intensa attività industriale a Milazzo, Siracusa e Gela, che ha inciso molto sul territorio in campo ambientale e della salute dei cittadini – ha spiegato Antonino Cuspilici, direttore dell’Ufficio speciale regionale delle Aree ad elevato rischio di crisi ambientale – l’educazione ambientale e l’ecoturismo sostenibile con il coinvolgimento delle stesse aziende industriali sono le strade per raggiungere gli obiettivi prefissati. A tal proposito stiamo acquisendo una centrale termoelettrica dimessa dell’ex Agip a Siracusa, mentre a Gela stiamo lavorando per la realizzazione di un geoparco”. La proposta di riunire la filiera delle aziende che operano nel campo delle energie rinnovabili con i privati e le istituzioni che aderiscono ad Agenda 21 permetterebbe di definire il piano di azione che deve tener conto anche degli aspetti economici, della sostenibilità e dell’attività di ricerca per contrastare i continui incrementi dei consumi energetici e delle emissioni climalteranti. Le istituzioni, è stato detto, potrebbero mettere a disposizione i propri tetti agli impianti fotovoltaici. Lorenzo Colaleo, referente del Comune di Enna per Ag21 ha sottolineato che “L’energia autoprodotta per gli edifici comunali e utilizzabili per gli impianti di illuminazione permetterebbe anche di abbattere i costi per la stessa amministrazione”. Giacomo Pignataro, presidente della Scuola superiore di Catania, sostiene che bisogna puntare “sulla struttura del tessuto sociale”. “Fattori come la produzione di energia, smaltimento dei rifiuti e programmazione dello sviluppo economico devono essere analizzati attentamente per la loro influenza – ha aggiunto Pignataro – Puntare sulle energie alternative significa anche produrre conoscenze, tecnologia e lavoro e su questi punti l’Università di Catania e la Scuola Superiore di Catania si stanno scommettendo con partner del mondo produttivo fornendo ricerca e formazione”. Disponibilità a favorire l’abbattimento delle emissioni anche da Confindustria Siracusa. “Il Protocollo di Kyoto – ha dichiarato Fabrizio Siracusano – chiede di raggiungere obiettivi ben precisi nel campo della tutela ambientale e dell’abbattimento delle emissioni, ma occorre un sostegno della Regione Siciliana che in diverse occasioni non ha rilasciato le autorizzazioni necessarie per installare impianti fotovoltaici o eolici”.
“E’ indispensabile trovare un punto di incontro tra tutte le parti – ha dichiarato Angelo Messina , delegato del rettore di Catania, Recca – con un approccio integrato per raggiungere gli obiettivi del Protocollo di Kyoto. E’ ovvio che non si devono realizzare enormi distese di impianti fotovoltaici o eolici, ma si devono individuare le giuste soluzioni che tengono conto dell’uomo, della flora e della fauna esistente per dare loro un futuro”.
Ai lavori hanno partecipato anche il coordinatore del gruppo di lavoro “Ag 21 L per Kyoto”, Daniela Luise, il project manager Champ Coordinamento Ag21 locali italiane, Marzio Marzorati, ricercatore della facoltà di Ingegneria dell’Università Kore, Dario Ticali, e Giuseppe Castellana, commissario straordinario dell’ente Parco fluviale dell’Alcantara.