• Articolo , 26 maggio 2009
  • Copenhagen Call: da multinazionali 6 passi verso l’accordo climatico globale

  • La riduzione delle emissioni necessaria per affrontare la crisi climatica inciderebbe sulle imprese che tuttavia da Copenhagen si sono dette pronte ad affrontare cambiamenti e supportare ambiziose decisioni politiche, al fine di sostenere la ripresa economica e la salvaguardia del pianeta

(Rinnovabili.it) – Si chiude oggi il _World Business Summit On Climate Change_, la tre giorni che ha dato spazio nella capitale danese ai leader di centinaia di imprese del mondo, tra cui Unilever, BP, Duke Energy, e PepsiCo, e grandi esperti climatici per affrontare il tema della crisi ambientale ed elaborare modelli di sviluppo innovativi, collaborazioni e ipotesi di azioni da presentare al vertice ONU di dicembre. Il risultato del Summit è il “Copenhagen Call”:http://www.copenhagenclimatecouncil.com/dumpfile.php?file=ZmlsZWJveC8xNzY=&filename=VEhFIENPUEVOSEFHRU4gQ0FMTC5wZGY una potente e concisa dichiarazione che definisce gli elementi ritenuti necessari dal mondo degli affari per creare un nuovo ed efficace accordo climatico globale. Si tratta di un documento in 6 punti, frutto di necessità condivise dalle aziende e multinazionali presenti all’evento, secondo cui per realizzare una solida base per un futuro economico sostenibile è indispensabile:

# Un accordo per la stabilizzazione dei gas serra su base scientifica, con obiettivi di riduzione al 2020 e al 2050. Si mette in chiaro la necessità di un’azione immediata attraverso decisioni politiche ambiziose che le imprese devono esser pronte a recepire, in maniera tale da limitare l’aumento medio globale della temperatura ad un massimo di 2 °C rispetto ai livelli pre-industriali. Questo richiede misure che portino ad un abbattimento di circa 17 Gt entro il 2020.
# Efficaci strumenti di misurazione, segnalazione e verifica delle emissioni da parte delle imprese.

# Incentivi dedicati per determinare un deciso incremento dei finanziamenti alle tecnologie a basse emissioni e la creazione di un mercato internazionale delle quote CO2 funzionante a partire dal 2013.

# La collaborazione tra governi e imprese per assicurare a tutte le nazioni pari accesso alle tecnologie verdi e lo sviluppo di nuove.

# Lo stanziamento di Fondi pubblici per rendere le comunità più resistenti e capaci di adattarsi ai mutamenti climatici.

# Innovative misure per salvaguardare il patrimonio forestale e bilanciare il ciclo del carbonio.

Consegnato al Primo Ministro danese, Lars Løkke Rasmussen, e a Yvo de Boer, segretario esecutivo della convenzione UNFCCC, il Copenhagen Call sarà portato avanti tramite loro durante gli ultimi sei mesi di negoziati prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP15) di dicembre.