• Articolo , 7 dicembre 2009
  • Copenhagen, De Boers: basta parole ora bisogna agire

  • Il delegato Onu alla Convenzione, usando toni decisi e riportando la triste storia di un bambino asiatico, ha cercato di scuotere i delegati, ammonendo che il tempo delle dichiarazioni è ormai scaduto

(Rinnovabili.it) – ”L’ora è scoccata. E’ tempo di agire”. Yvo de Boer, capo negoziatore dell’Onu, segretario generale della Convenzione sui cambiamenti climatici, ha così esordito cercando di dare, all’inaugurazione, una sferzata ai partecipanti, per contrastare il clima di pessimismo che alla vigilia si è chiaramente avvertito in merito ad una efficace e adeguata risoluzione finale.
“Molte delle parole spese in questi anni si possono trasformare oggi in azioni concrete. I Paesi in via di sviluppo attendono disperatamente un intervento immediato e tangibile contro le emissioni di gas a effetto serra”.
De Boer ha poi continuato, ammonendo ”I ministri avranno due giorni di tempo per raggiungere un accordo vincolante prima che giungano a Copenhagen i Capi di Stato e di governo. Riuscire in questa impresa significherà poter dimostrare a milioni di bambini del mondo che il loro destino sarà diverso da quello di Nyi Lay”.
Nyi Lay è un bambino di cui l’esponente Onu ha riportato la straziante storia in apertura del suo discorso. Si tratta della vicenda di un piccolo asiatico di sei anni che ha sofferto le terribili conseguenze di un disastroso ciclone che ha causato lo morte dei suoi genitori e di suo fratello.
”Questa conferenza avrà successo solo se decideremo di avviare azioni immediate e concrete – ha sottolineato ancora una volta De Boers – Il tempo per le dichiarazioni è finito. Ora bisogna agire”.