• Articolo , 27 luglio 2007
  • Coperture e facciate verdi: soluzioni per il risparmio energetico

  • Utilizzare la copertura e le facciate verdi come parti strutturali di un edificio: ecco uno dei sistemi più innovativi per migliorare l’aspetto urbanistico delle nostre città, ridurre l’apporto di CO2, influenzare positivamente il microclima

La presenza della vegetazione sulla copertura di un edificio o in facciate fornisce una serie innegabile di benefici: una diminuzione dell’isola di calore, l’aumento del verde all’interno dei paesaggi urbani, un miglioramento della qualità in spazi abitativi e di lavoro, il recupero di aree sottratte all’ambiente naturale, il miglioramento della percezione visiva ed infine la ricucitura del paesaggio naturale circostante.
Il rivestimento verde oltre a proteggere l’intera copertura, consente un sensibile prolungamento della durata dell’impermeabilizzazione e della struttura di sostegno, costituisce in estate e in inverno un forte isolamento da sollecitazioni termiche, meccaniche ed acustiche, attutendo i rumori e riduce le escursioni termiche sia giornaliere che stagionali.
La copertura a verde regola inoltre la regimentazione idrica dei deflussi delle acque meteoriche con funzione di trattenimento, e conseguente alleggerimento del carico sulla rete di canalizzazione delle acque bianche; infatti le precipitazioni meteoriche sono riutilizzate per l’approvvigionamento di acqua alla vegetazione stessa e se opportunatamente depurate e filtrate possono essere fonte per un successivo utilizzo all’interno dell’edificio (per lavatrici, irrigazione del giardino, lavaggio automobile ed altro). Altri vantaggi sono: minore riflessione del suono e migliore insonorizzazione, riassorbimento di ossidi di carbonio, azoto, zolfo e anidride solforosa, i principali inquinanti emessi in atmosfera; filtraggio delle polveri e fissaggio di sostanze nutritive dell’aria e delle piogge, aumento del valore commerciale del fabbricato stesso, incrementando la qualità e migliorando l’aspetto urbano dell’intero quartiere.
L’utilizzo della tecnologia di inerbimento dei tetti ha una lunga tradizione in paesi come Norvegia, Irlanda, Islanda o in quelle regioni in cui gli inverni sono rigidi e lunghi, per le proprietà termofisiche, isolanti e protettive che sono state sopra citate. Lo strato di terra ha un effetto termicamente equilibrante in quanto trattiene parte dell’acqua piovana e l’evaporazione dell’umidità ha un effetto raffrescante, impedendo il surriscaldamento del tetto in estate.
A causa del calore e dei raggi UV (ultravioletti), sulle superfici dei tetti non ricoperti di verde e senza ghiaia lo strato di bitume esala alcuni tipi di olii che intaccano ed accorciano la durata dei materiali. Nel periodo del riscaldamento i tetti verdi diminuiscono la dispersione di calore sino al 10%, mentre nell’afa estiva creano una piacevole frescura.

La stratigrafia di un tetto verde è cosi composta:

• manto verde tipo prato e arbusti.
• strato di terriccio formato da una miscela di materiale sfuso minerario e sostanze organiche, lapillo di lava, pietra pomice, terriccio e concimi organici ed inorganici, disponibili per le piante in tempi diversi; le stesse piante dispongono così a breve, medio e lungo termine delle sostanze nutritive necessarie per un successo vegetativo ottimale.
La particolare granulometria, con un’alta percentuale di granuli da 2-4 mm, consente impianti di germogli e talee con un contatto più veloce dei peli radicali con le particelle di substrato fini e pieni d’umidità. Un’alta capacità d’assorbimento delle sostanze nutritive, un basso contenuto di sale, un’alta quantità di acqua disponibile per le piante ed un fattore d’assestamento molto basso, rendono il substrato un prodotto ottimale per l’uso in copertura.
• Strato di separazione, ancoraggio delle radici, diffusione di umidità: si tratta di un filtro geotessile realizzato con fibre di poliestere e polipropilene, unito termicamente senza collanti o leganti chimici, di grande resistenza; ha una struttura fibrosa, omogenea e stabile, ad alta permeabilità, garantisce una filtrazione ottimale delle particelle fini e non consente l’intasamento degli strati sottostanti; è resistente alla decomposizione e al gelo, ricco di capillari e in grado di distribuire l’umidità uniformemente. Grazie alla trasmissione capillare dell’umidità, l’acqua viene recuperata da elementi sottostanti situati nelle zone dove la vegetazione non ha bisogno idrico ed è distribuita alle piante che ne hanno maggiore necessità.
• strato di immagazzinamento dell’acqua, 70-80 cm con funzione di drenaggio, stoccaggio idrico, protezione dell’impermeabilizzazione, isolamento termico.
• Filtro separatore o strato d’impermeabilizzazione.

A seconda del grado di manutenzione richiesto si distinguono due tipologie di inverdimento: estensivo e intensivo.
Il rivestimento a verde estensivo ha capacità di carico e spessore ridotto 70-250 kg./mq, 8-15 cm, ed è adatto alla copertura di tetti piani e inclinati fino a 30°, capannoni industriali ed artigianali, centri commerciali, garage sotterranei, box condominali, superfici piane o poco inclinate protette da impermeabilizzazione o zavorrate con ghiaia. Esso implica oneri minimi di costruzione, manutenzione (1-2 interventi l’anno) e gestione, costi di installazione che consentano l’ammortamento dell’intervento nel medio termine, semplicità di posa in opera, scelta di vegetazione varia e ricca, ridotto fabbisogno nutritivo delle piante. Il rivestimento a verde intensivo è adatto a tetti piani con portate utili del solaio superiori a 250-2000 kg/mq e spessori da 20-150 cm: esso comporta un sistema automatico di irrigazione e di controllo dell’acqua, necessita di una manutenzione elevata e a causa degli elevati carichi la struttura deve essere progettata in modo tale da sopportare tali sforzi strutturali. È adatto alla copertura di loggiate e terrazze abitabili, tetti piani di edifici pubblici, privati, industriali, garage sotterranei, tracciati della metropolitana e ferrovie.

Anche attraverso la metodologia costruttiva della *parete verde* si ottiene un forte isolamento naturale, una protezione dagli agenti ambientali e il filtraggio dalle sostanze inquinanti presenti nell’aria. Le piante e la vegetazione integrate negli edifici creano i presupposti per il benessere umano all’interno delle città: infatti le superfici non si surriscaldano e migliorano il microclima, rinfrescando l’abitazione interna durante il periodo estivo e conservando il calore in inverno. L’azione di raffrescamento dipende dall’effetto ombra dato dalle foglie che mitigano il surriscaldamento della parete e dei relativi vani retrostanti. Lungo le facciate esposte al sole, sud-est e sud-ovest, la scelta del tipo di pianta si orienta verso vegetazioni a fogliame caduco, che in estate producono ombreggiamento, e in inverno garantiscono l’esposizione ai raggi solari. Le facciate esposte a nord, nord est, nord ovest, si prestano all’applicazione di piante sempreverdi: in inverno si crea tra il fronte del fogliame e la parete stessa uno strato di aria ferma che contribuisce alla conservazione del calore. Si tratta di un involucro termico che durante il periodo estivo limita il surriscaldamento e nei mesi invernali diminuisce le dispersioni di calore. La vegetazione adatta a fungere da rivestimento alle pareti è costituita dalla vite selvatica, rampicante robusto e di sviluppo rapido, anche su pareti lisce come la qualità ‘Veitchii’ e dall’edera, Hedera helix, anch’essa robusta ma di crescita più lenta.
Dunque ritengo che l’utilizzo di soluzioni quali coperture o rivestimenti verdi sia una modalità innovativa per migliorare sia l’aspetto urbano che il microclima locale, attuando nuovi approcci naturali al risparmio energetico.