• Articolo , 29 agosto 2008
  • Costo minimo, pochi consumi, zero emissioni. E’ l’auto dei sogni

  • Ma potremmo aggiungere anche: ingombri ridotti, buona abitabilità, sicurezza passiva e attiva, spese contenute per manutenzione e riparazioni, pochi cavalli (che vuol dire spendere meno di bollo, assicurazione, passaggio di proprietà…). Insomma oggi è questa l’auto dei sogni di qualsiasi automobilista, ma esiste sul mercato? Chi deve acquistare una nuova vettura cosa trova in realtà? E le case automobilistiche cosa hanno in serbo?

Autunno caldo, o freddo a seconda dei punti di vista. Dai più prestigiosi economisti delle università americane, all’assessore del più piccolo comune di casa nostra, fino a chi deve far quadrare i conti del bilancio familiare, c’è questa volta una sostanziale concordanza di previsioni e presentimenti. E appunto l’autunno sarà freddo per i consumi, per le borse, per i tassi di crescita dell’economia e caldo, o forse caldissimo, per il rialzo dei prezzi (petrolio e derivati su tutti), per le proteste di chi oggi non arriva alla quarta settimana e, dopo aumenti dei prezzi e tagli sui servizi sociali, nei prossimi mesi rischierà di non arrivare alla terza.
I fondamentali dell’economia sono tutti preceduti dal segno “meno” e di questo ovviamente risente un’industria fondamentale per l’economia stessa, non solo dei singoli paesi, ma anche del mercato mondiale, quella automobilistica. Dagli Stati Uniti dove soffrono anche colossi come la Gm e Ford (a luglio rispettivamente -14,9% e -26,7%) che stanno passando una crisi decisamente pericolosa, alle marche europee, fino alla nostra Fiat che, alla riapertura delle fabbriche, non ha riconfermato i quattromila lavoratori già in mobilità.
E allora? La verità è che in società ricche, come quelle occidentali, se si inizia a fare molta attenzione alle spese indispensabili (abitazione, alimentari, energia, scuola, cure sanitarie, abbigliamento…) si tagliano drasticamente quelle superflue (divertimenti, vacanze, libri, giornali, cinema, teatro, sport…).
Le automobili si trovano a metà. In molte famiglie l’uso della vettura è tra il “quasi indispensabile” e il “molto utile”, quando non necessaria per l’attività lavorativa. In molti casi quindi l’uso della vettura privata non può essere sostituita dal trasporto pubblico o da un mezzo più economico come ad esempio lo scooter.
Così, anche le automobili subiscono quel rallentamento nel turnover di ricambio. I tempi si allungano e un cappotto o un’utilitaria devono durare di più.
E in considerazione della grave situazione dell’inquinamento ambientale, servono in più modelli che consumino meno (emettendo così poca Co2), sia in assoluto che in relazione alle prestazioni. I costruttori di auto lo sanno benissimo ed è ormai da qualche anno che lavorano in questa direzione, anche in Usa dove fino a qualche anno fa la benzina veniva inghiottita a go-go da motori da 4000/5000 di cilindrata… per poi poter andare a non più di 90 mp/h.
Qui di seguito cercheremo di fare una panoramica sia della direzione che la ricerca ha intrapreso nella soluzione dei problemi che abbiamo illustrato e poi faremo una sintetica rassegna di alcuni modelli che si trovano già in vendita, o lo saranno presto nei saloni dei concessionari.
Potremmo anche parlare dei carburanti e soprattutto del Gpl e del metano, che potrebbero essere una soluzione immediata ed economicamente più praticabile, ma il capitolo dei carburanti e della loro distribuzione lo affronteremo in altra sede.

*Le prossime normative Ue*

I giapponesi in questo campo sono un passo avanti agli altri. Ma partiamo dal vecchio continente. Il primo obiettivo è quello di rispettare la nuova normativa Euro 5. Secondo la direttive Ue è prevista la circolazione di questi motori fin dal 1 gennaio 2011, mentre per l’Euro 6 si parla di 1 settembre 2015. Sono diverse le case automobilistiche che hanno già dichiarato conformi all’Euro 5 i propri propulsori, in base ai valori di emissioni. Ma al momento non è consentito riportare questa specifica sui libretti di omologazione nè, sembra sarà possibile in futuro un’estensione della omologazione attuale, pur avendo già emissioni in linea con le suddette direttive europee.
Qui di seguito riportiamo il testo della direttiva su Euro 5 ed Euro 6, con la specifiche delle nuove modalità di emissioni, che si può consultare integralmente sulla pagina della “Sintesi della legislazione”:http://europa.eu/scadplus/leg/it/lvb/l28186.htm dell’Attività dell’Unione europea

*Norma Euro 5* sarà applicabile a partire dall’ 1 settembre 2009 per quanto riguarda il rilascio dell’omologazione e dall’ 1 gennaio 2011 per quanto riguarda l’immatricolazione e la vendita dei nuovi tipi di veicoli

Emissioni prodotte da veicoli diesel:
– monossido di carbonio: 500 mg/km; particolato: 5 mg/km (ossia una riduzione dell’80% delle emissioni rispetto alla norma Euro 4) – ossidi di azoto (NOx): 180 mg/km (ossia una riduzione del 20% delle emissioni rispetto alla norma Euro 4) – emissioni combinate di idrocarburi e di ossidi di azoto: 230 mg/km.

Emissioni prodotte da veicoli a benzina, a gas naturale o a GPL:
– monossido di carbonio: 1000 mg/km
– idrocarburi non metanici: 68 mg/km
– idrocarburi totali: 100 mg/km
– ossidi di azoto (NOx): 60 mg/km (ossia una riduzione del 25% delle emissioni rispetto alla norma Euro 4);
– particolato (unicamente per i veicoli a benzina a iniezione diretta che funzionano a miscela magra): 5 mg/km (limite non previsto dalla norma Euro 4).

*Norma Euro 6* sarà applicabile a partire dal 1° settembre 2014 per quanto riguarda il rilascio dell’omologazione e dal 1° settembre 2015 per quanto riguarda l’immatricolazione e la vendita dei nuovi tipi di veicoli.

Con l’entrata in vigore della norma Euro 6 le emissioni di ossidi di azoto prodotte da veicoli a motore diesel dovranno essere ridotte in misura considerevole. Ad esempio, le emissioni prodotte dalle automobili e da altri veicoli destinati al trasporto non potranno superare il limite massimo di 80 mg/km (ossia una riduzione supplementare di più del 50% rispetto alla norma Euro 5). Le emissioni combinate di idrocarburi e di ossidi di azoto prodotte da veicoli diesel verranno anch’esse ridotte e non potranno superare un certo limite: ad esempio, per le automobili e altri veicoli destinati al trasporto il limite è fissato a 170 mg/km.

*Cosa fanno le case automobilistiche*

Nonostante si parli molto di studi, prototipi e nuove soluzioni tecnologiche, dati alla mano, sembra che più di tanto le case automobilistiche non riescano a fare per rispettare i target dettati dall’Unione Europea: cioè una riduzione di emissioni di anidride carbonica media nei veicoli a 130 g per km. La Bmw ha realizzato risultati sostanziali, tagliando gli inquinanti, nel 2007, del 7,3% rispetto al 2006, Quattro volte di più della media Ue. Abbastanza bene Hyundai (-3,9% di CO2) e Daimler (-3,5%). Indietro rimangono Fiat (-2%), PSA Peugeot-Citroen (-0,8%) e Renault (-0,5%).
Invece i giapponesi della *Suzuki*, che hanno presentato in luglio la city-car Splash, ne commercializzano una versione da 1242 cc. a quattro cilindri da 86 CV che, quanto ad emissioni di Co2, dichiara 131 g/km. Come vedete, siamo poco al di sopra della media indicata dalla Ue (anche se quello è un valore che si riferisce alla media della gamma e non al singolo modello).
Molte sono le iniziative che cercano di sensibilizzare i costruttori e informare il consumatore, come il premio “Green Award” istituito al Salone dell’Auto di Londra dal giornale “What Car” e che premia l’auto che offre il miglior rapporto prezzo/emissioni/efficienza energetica. Quest’anno è andato alla *Ford* Focus 1.6 TDCi insignita un po’ a sorpresa, visto che non si tratta di una vettura di nuova progettazione e dotata di un propulsore tradizionale.

Le strade da battere sono diverse, ad esempio, come ha dichiarato Jochen Betsch, responsabile dello sviluppo dei motori diesel per la *Mercedes*, “Il prossimo passo sarà quello di aumentare ulteriormente i bar di pressione per superare il conflitto di fondo fra la riduzione dei consumi e l’aumento della potenza. L’obiettivo è quello di arrivare ad una nebbia più sottile possibile per un bruciamento completo della miscela con emissioni. Quando arriveremo a bruciare tutto ciò che entra nei cilindri, avremo anche con il gasolio un inquinamento zero… Ma tutti i componenti di una vettura devono progredire in questo senso. Per raggiungere questi obiettivi assieme ai motori è necessario lavorare verso molti altri componenti dell’auto. A cominciare dal peso perchè se noi riusciamo a offrire vetture ugualmente sicure con un peso nettamente inferiore, vuol dire che abbiamo bisogno di minor potenza per ottenere le prestazioni di oggi”.
Anche *Fiat*, però si sta muovendo e proprio in questi giorni è giunta la notizia di un prossimo modello della Fiat 500, la Ibrida, programmata per il 2011, e che avrà molto in comune alla già vista concept-car “500 Aria”. Sarà dotata di un propulsore bicilindrico da 900 cc., abbinato ad un motore elettrico. La vettura avrà emissioni bassissime, inferiori ai 90 g/Km di Co2, con consumi di circa 2,9 litri per 100 Km.
La *Citroen* si adegua presentando un piccolo monovolume (in vendita da gennaio 2009), la C3 Picasso, dotata di propulsori di nuova generazione particolarmente “puliti”. Tra le varie motorizzazioni, ad esempio, il diesel 1.6 HDi da 90 CV che arriva ad un livello di emissioni pari a 125 g/km di Co2.
Chi sembra fare davvero sul serio è la *Honda* con la sua FCX.
Questo modello è dotato di un motore elettrico da 129 CV, che viene alimentato dalla elettricità prodotta da un gruppo di fuel cell da 100 kW. Il miglioramento nella realizzazione di queste celle a combustibile è continuo. Sono state introdotte nella sperimentazione Honda già nel 1999, e da allora, grazie alla continua ricerca, ogni anno l’energia prodotta aumenta circa del 40%. Non solo, ma gli ingombri, sulla ultima versione della FCX sono del 20% in meno e del 30% meno pesanti dei precedenti, pur erogando 14 kW in più.
 Stavolta poi le fuel cell sono state alloggiate in un tunnel centrale, soluzione che ha consentito di ottenere una berlina dal design elegante, slanciato e bassa da terra. L’idrogeno necessario è contenuto, ad una pressione di 350 atmosfere, in un serbatoio di oltre 170 litri che dovrebbe consentire un’autonomia ben oltre i 400 km.
La “FCX” è equipaggiata inoltre con una batteria compatta, agli ioni di litio, che raccoglie la corrente che non viene utilizzata e che altrimenti andrebbe perduta. La commercializzazione è per ora prevista per il 2008 solo in Giappone e in Usa.


Anche negli Usa la via all’idrogeno è tenuta in gran considerazione. Basti pensare che per tredici giorni, toccando diciotto stati, si è svolto ad agosto l’ *Hydrogen Road Tour ‘08*, partendo da Portland sull’Atlantico e finendo a Los Angeles sul Pacifico. Al tour hanno partecipato modelli rigorosamente con propulsori alimentati ad idrogeno:
* BMW Hydrogen Series 7
* Daimler Mercedes-Benz F-Cell
* GM Chevy Equinox FCV
* Honda FCX Clarity
* Hyundai Tucson FCV
* Kia Sportage FCV
* Nissan X-Trail FCV
* Toyota Highlander FCHV
* Volkswagen Touran and Tiguan HyMotion

Sono state scortate da autobus a idrogeno, mentre “Air Products and Chemicals” e “Linde” hanno allestito le stazioni per il rifornimento di idrogeno. La manifestazione oltre a attirare l’attenzione dell’opinione pubblica, su quella che oggi è ritenuta la soluzione che potrebbe dire la parola fine alle emissioni nocive delle automobili, ha avuto anche il compito di testare le reazione degli automobilisti a questa nuova tecnologia. L’evento è stato voluto ed organizzato dal Dipartimento Usa dei Trasporti, in partnership con il Dipartimento Usa dell’Energia, della “Caifornia Fuell Cell”, e dell’Associazione Nazionale Idrogeno.