• Articolo , 29 marzo 2010
  • Crediti di emissione: il Giappone ne acquista 41,5 mln di tonnellate

  • Il Paese del sol Levante è vicino alla meta dei 100 milioni di tonnellate di crediti d’emissione, in tema di quote sul mercato internazionale

(Rinnovabili.it) – Oltre al mercato europeo dell’ETS (Emission Trading System) e quello internazionale del CDM (Clean Development Mechanism), con il protocollo di Kyoto è stato introdotto l’AAUs, il mercato globale dei diritti di emissione che scaturisce dall’allocazione a livello paese conseguente alla definizione di obblighi vincolanti di riduzione rispetto al 1990. In tal senso è di oggi la notizia che il governo giapponese ha acquistato 41,5 milioni di tonnellate di crediti AUU per l’anno fiscale che si concluderà questo mese per lo più provenienti dalla Repubblica Ceca e 1,5 milioni di tonnellate dalla Lettonia. In tal modo il Paese ha raggiunto un totale di 96,6 milioni di tonnellate di crediti di carbonio acquistati per il periodo stabilito dal Protocollo dal 2008 al 2012; è sempre più vicino dunque all’obiettivo nazionale dei 100 milioni, sebbene una fonte governativa abbia spiegato che non riceverà 1,2 milioni di quel 96,6 a causa della mancata realizzazione di tre progetti di riduzione delle emissioni all’estero tra cui l’istallazione di una wind farm in Cina.
I certificati di riduzione di emissioni CERs del CDM sono infatti più convenienti rispetto all’acquisto ai crediti AUU, ma possiedono sempre il rischio di essere annullati, rifiutati dalle Nazioni Unite o addirittura di portare a riduzioni nelle emissioni inferiori alle aspettative.