• Articolo , 30 settembre 2010
  • Cremona, una fiera che sorride all’ambiente

  • Rispettare l’ambiente significa anche scegliere servizi e beni sostenibili ed ecocompatibili valutando, già prima dell’acquisto, il loro impatto ambientale nella produzione, nell’utilizzo e nello smaltimento. Attenzione, dunque, all’intero ciclo di vita del prodotti. Tutto ciò vale per prodotti e servizi che toccano ambiti molteplici: cancelleria e carta, arredamento, edilizia, prodotti tessili, alimenti e servizi di […]

Rispettare l’ambiente significa anche scegliere servizi e beni sostenibili ed ecocompatibili valutando, già prima dell’acquisto, il loro impatto ambientale nella produzione, nell’utilizzo e nello smaltimento. Attenzione, dunque, all’intero ciclo di vita del prodotti. Tutto ciò vale per prodotti e servizi che toccano ambiti molteplici: cancelleria e carta, arredamento, edilizia, prodotti tessili, alimenti e servizi di ristorazione, attrezzature elettriche e informatiche, servizi di gestione manutenzione e ristrutturazione degli edifici, servizi di pulizia, servizi urbani e al territorio, gestione dei rifiuti, servizi energetici, trasporti e organizzazione di eventi.
Diffondere questi comportamenti virtuosi è l’obiettivo della quarta edizione del Forum Internazionale degli Acquisti Verdi “COMPRAVERDE-BUYGREEN” (Fiera di Cremona, 7-8 ottobre) presentato dall’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, insieme a Massimiliano Salini, presidente della Provincia di Cremona, Gianluca Pinotti, assessore all’Agricoltura e all’Ambiente della Provincia di Cremona, Franco Binaghi, responsabile Comunicazione di Lombardia Informatica e Centrale Acquisti, Francesco Bordi, assessore alle Politiche Ambientali, Agenda 21 del Comune di Cremona, Massimo Valdati, assessore allo Sviluppo sostenibile del Comune di Pavia e Maria Pia Marini di Unioncamere Lombardia.

LE LINEE DI INTERVENTO REGIONALI – “Regione Lombardia – ha detto l’assessore Raimondi – crede fortemente in questo tipo di politica. Si tratta di un evento che segna il punto di partenza dell’apporto che la Lombardia può dare alla materia”. “In questo contesto – ha proseguito – il buon esempio deve partire da chi propone ai privati l’implementazione di buone pratiche e cioè dalla Pubblica amministrazione. Attuare politiche virtuose è un contributo importante per la salvaguardia dell’ambiente, ma è anche un modo per rendere più ‘morale’ la spesa pubblica. Regione Lombardia, negli anni, ha proprio costruito su provvedimenti di questa natura la propria virtuosità”.

Nel periodo di programmazione comunitaria 2000-2006, attraverso il fondo strutturale comunitario FESR, sono stati incentivati piani d’azione e attività di assistenza tecnica per l’attuazione degli acquisti pubblici verdi in Enti locali. Nel promuovere le attività di recupero dei rifiuti, poi, la legge regionale 26/2003 ha previsto l’inclusione di materiali provenienti dal mercato del riciclaggio nei capitolati d’appalto di opere pubbliche, con il ricorso a beni riciclati per una quota non inferiore al 35% del fabbisogno annuo degli Enti locali.
Un provvedimento dell’anno successivo (l.r. 24/2006) ha programmato misure integrate per prevenire e ridurre le emissioni in atmosfera. Con la legge 33/2007, Regione Lombardia, prima in Italia, per contenere e razionalizzare la spesa pubblica, ha individuato nella Centrale acquisti il soggetto che svolge gare d’appalto aggregate. Il prodotto risulta così molto conveniente e soprattutto rispettoso dei criteri GPP (green public procurement). Ad oggi sono disponibili le convenzioni per “carta in risme”, “agenzia viaggi”, “cancelleria” e “divise per la polizia locale”.

“Inoltre – ha aggiunto Raimondi – particolare rilevanza per la implementazione del GPP nel sistema pubblico e produttivo riveste l’Accordo che abbiamo di recente sottoscritto con Unioncamere Lombardia, Arpa e Lombardia Informatica-Centrale acquisti, incentivando le adesioni con uno stanziamento di 2 milioni di euro”.

Nella fase iniziale sono quattro le categorie merceologiche individuate come prioritarie, sulle quali concentrare l’attenzione:

1) Information tecnology (informatizzare la gestione dei documenti, considerare requisiti ecologici nelle forniture come efficienza energetica e compatibilità con l’uso di carta riciclata per stampanti e fotocopiatrici);

2) Acquisto di energia elettrica (favorire pratiche che riducano di almeno il 10% i consumi di energia primaria e utilizzino almeno il 10% di energia primaria da fonti rinnovabili e/o cogenerazione e trigenerazione ad alto rendimento e che prevedano che il 50% dell’acqua calda sanitaria provenga da fonti rinnovabili);

3) Organizzazione eventi di comunicazione (minimizzare l’uso di carta, ubicare gli eventi in zone servite dal trasporto pubblico, privilegiare la scelta di fornitori certificati che minimizzino l’uso di imballaggi o che siano situati in prossimità del luogo di consegna) e il consumo di prodotti locali e di stagione ottenuti e forniti nell’ambito di filiere corte;

4) Mobilità sostenibile (corretta manutenzione dei veicoli, incentivazione di bike-sharing, car-sharing, diffusione di veicoli elettrici, ibridi o alimentati con carburanti a basso impatto ambientale).

“Da dieci anni ci stiamo muovendo in questa direzione – ha concluso Raimondi – E questo ci sembra un modo virtuoso per presentarci”.