• Articolo , 6 novembre 2009
  • Crown Estate e lo stoccaggio di gas nel Mar del Nord

  • La Crown Estate, che controlla i beni della Corona inglese, sta creando dei problemi al progetto europeo di stoccaggio di gas nel Mare del Nord, valutato un miliardo di sterline per la realizzazione della maggiore infrastruttura e che é vicino al tracollo in quanto la stessa Crown Estate (che fino a 12 miglia nautiche dalla […]

La Crown Estate, che controlla i beni della Corona inglese, sta creando dei problemi al progetto europeo di stoccaggio di gas nel Mare del Nord, valutato un miliardo di sterline per la realizzazione della maggiore infrastruttura e che é vicino al tracollo in quanto la stessa Crown Estate (che fino a 12 miglia nautiche dalla costa controlla le acque territoriali) é contestata perché ostacolerebbe il programma a causa degli esosi costi richiesti per la concessione.
La conversione del campo Hewett (nel mare del Nord) in un’infrastruttura per lo stoccaggio del gas da solo raddoppierebbe la capacità della Gran Bretagna passando da una fornitura di 15 giorni ad una di almeno 30 giorni, é un progetto guidato da Eni che non commenta il contenzioso. Invece il presidente di Gas Storage Operators Group (che rappresenta Eni e i maggiori operatori energetici in Gran Bretagna fra cui Edf, National Grid, E.On, Centrica e Scottish Power) Roddy Monroe, ha affermato che la politica della Crown Estate è di netta chiusura, non solo ma costituirebbe una minaccia alla sicurezza energetica britannica.
“Crown Estate si comporta come un monopolio – ha rincarato Monroe – Se vuoi sviluppare un sito per lo stoccaggio, la loro posizione è semplice: vengo e ti salasso. Ci sono margini di manovra per contestare la loro posizione davanti all’Office of fair trading”.
Ovviamente la Crown Estate rigetta ogni accusa, illustrando come il ricavo dagli oneri di concessione ritorni al Tesoro e quindi a beneficio dei contribuenti britannici.