• Articolo , 13 maggio 2010
  • CTI: come valutare la sostenibilità delle biomasse

  • Il prossimo 18 maggio a Milano il Comitato Termotecnico Italiano darà il via ad un gruppo di lavoro normativo. Obiettivo, definire una specifica tecnica nazionale che uniformi la valutazione della CO2 risparmiata nell’uso delle biomasse solide a fini energetici.

(Rinnovabili.it) – Quanta anidride carbonica si risparmia all’ambiente impiegando nel settore energetico biomasse al posto dei combustibili fossili? Nei ‘calcoli di sostenibilità’ va tenuto conto dell’intero ciclo di vita del prodotto, dalla coltivazione al trasporto fino all’uso vero e proprio e nel caso vengano impiegati residui agricoli e forestali di origine europea i valori che si ottengono risultano estremamente interessanti. Secondo i dati forniti da Bruxelles, i risultati attesi possono addirittura sfiorare il 100% come, ad esempio, con l’utilizzo del cippato di legno o la paglia di grano.
In realtà quantificare tale risparmio non è sempre facile, soprattutto per le aziende su piccola scala. Poiché le diposizioni comunitarie (direttiva 2009/28/CE) prevedono che le Amministrazioni pubbliche e gli operatori eseguano queste valutazioni, il Comitato Termotecnico Italiano (CTI) il prossimo 18 maggio darà ufficialmente il via a un nuovo gruppo di lavoro normativo sui “Criteri di sostenibilità della biomassa solida per applicazioni energetiche”.
L’iniziativa risponde all’esigenza di fornire degli strumenti pratici ai soggetti pubblici e privati che intendono valutare la sostenibilità ambientale dell’utilizzo di combustibili diversi dai biocarburanti. Il lavoro vuole arrivare alla creazione di standard a livello nazionale per le biomasse solide definiti tramite Specifiche Tecniche UNI, rispondendo, dunque, a questo problema, con la definizione e semplificazione di norme per il calcolo della sostenibilità nei termini di CO2 evitata.