• Articolo , 25 aprile 2008
  • Cucinare con il sole

  • La cucina solare come alternativa a basso costo per la cottura dei cibi nei paesi in via di sviluppo

L’energia solare si presenta come una possibilità di attenuare il conflitto tra la quantità di popolazione e la disponibilità di risorse naturali. Questo problema, tipico dei paesi africani, unito al continuo ricorso a legna e deforestazione, alla desertificazione dovuta all’allevamento e ai cicli di siccità, provoca il problema ineluttabile della carenza di acqua.
Ciò può essere ridotto mediante l’utilizzo di fonti rinnovabili, nello specifico l’energia solare, abbondante nei paesi africani: infatti la natura gratuita dell’energia solare fornisce vantaggi nelle aree di grande insolazione e bassissime risorse economiche. “Salvambiente” e “Oltreilconfine” promuovono la cucina solare come aiuto per il Niger e il Burkina Faso: l’obiettivo è infatti dotare di energia solare dispensari, scuole e comunità rurali di regioni subsahariane di paesi come Sudan, Nigeria, Burkina Faso, Senegal.
La cucina solare funziona tramite un riflettore parabolico che concentra i raggi del sole sulla pentola riscaldandola: si possono raggiungere le stesse temperature delle cucine tradizionali, circa 200°. Con la cucina solare la sterilizzazione dell’acqua diventa accessibile a tutti e non, come fin’ora, un lusso per coloro i quali hanno solo kerosene e legna per bollirla. Si tratta dunque di progetti adatti sia a famiglie che a comunità rurali, in quanto sono un’alternativa poco costosa. La cottura si completa con semplici contenitori isolanti in cui i cibi continuano a cuocere e data la profonda curvatura del riflettore, il fuoco calorifico si trova in posizione sicura, all’interno della parabola della cucina.
Il riflettore è orientabile rispetto al sole ed è pertanto possibile cucinare dal mattino fino al pomeriggio, e sfruttare anche piccoli periodi di insolazione e combinando la cucina con semplici contenitori isolanti, come cesti di fieno, si può finire la cottura nell’interno degli stessi e lasciare dunque libera la cucina parabolica per preparare altri cibi. Infatti il cesto isolante permette di mantenere la temperatura del cibo per diverse ore, permettendo di servirlo alla sera ancora caldo.
Grazie ai notevoli miglioramenti apportati negli ultimi anni, attraverso nuove ricerche e tecnologie, si è riusciti ad avere tutti i requisiti per la loro distribuzione a livello mondiale.
Le cucine paraboliche sono state sviluppate dal Gruppo di Aiuto e Formazione Professionale di Altotting, in Germania. Diverse prove, miglioramenti e nuove tecnologie hanno consentito lo sviluppo di queste strutture permettendo la realizzazione di un modello, utilizzato già dai paesi in fase di sviluppo, come alternativa al consumo di combustibili fossili, con notevoli vantaggi quali: basso costo, peso ridotto e facilità di trasporto e montaggio, scarsa manutenzione.
L’uso di kit, con componenti prefabbricati, facilita la produzione in loco di cucine ad energia solare. Per il montaggio di una di queste, con i pezzi contenuti nel kit, sono necessarie poche ore. I kit sono maneggevoli e possono essere trasportati in qualsiasi punto del mondo.
Ecco quali sono i costi di una cucina parabolica: misura piccola € 100,00; misura media € 140,00; misura grande € 160,00; pentola da 4 litri € 14,00; pentola da 12 litri € 26,00.
In Italia due associazioni con sede a Trezzano sul Naviglio, a sud di Milano, si stanno attrezzando per valorizzare e promuovere le ‘cucine solari’: come già accennato precedentemente si tratta di “Salvambiente”, (salvambiente@yahoo.it), e “Oltreilconfine”, (oltreilconfine@tiscali.it). Mercedes Mas, socia di entrambe le associazioni spiega che il progetto di far ricorso alle fonti rinnovabili e all’energia solare, facilmente accessibile e a costi zero, è utile a diffondere la cucina parabolica ad energia solare nei Paesi in via di sviluppo.