• Articolo , 3 agosto 2007
  • D’Alessandro: fonti rinnovabili e risparmio energetico come strumenti progettuali per la Roma del futuro

  • Un approccio culturale basato sul rispetto dell’ambiente, grazie a recupero edilizio e nuove costruzioni, porterà i cittadini a ridurre gli sprechi e a migliorare l’efficienza energetica

Nella Capitale in pieno fermento incontriamo l’Assessore ai Lavori Pubblici, Giancarlo D’Alessandro, per scoprire in che modo una città così complessa riesca a conciliare espansione, modernità e rispetto per l’ambiente. Utilizzo di fonti alternative e una moderna concezione del costruire, come la bioarchitettura, uniti al rispetto degli ultimi Decreti e delle Direttive Europee sul tema della sostenibilità, sono gli obiettivi di questa amministrazione, affinchè le opere pubbliche si inseriscano in modo armonioso nel territorio e nel contesto urbano.

Mauro Spagnolo – *Assessore D’Alessandro, Il ruolo del comparto edile nel cambiamento climatico globale, come dimostrato dai più importanti istituti mondiali di ricerca, è molto pesante. Gli edifici contribuiscono infatti per più del 40% alle emissioni climalteranti. Su questi problemi, a suo giudizio, l’Amministrazione Locale ha un ruolo specifico e cosa può fare in concreto?*
*Giancarlo D’Alessandro* – Questa Amministrazione comunale è, a prescindere dalla normativa esistente, per suo patrimonio culturale, sensibile al tema. In queste ultime Consiliature che mi hanno visto spettatore privilegiato, prima come Consigliere comunale e poi come Assessore, è decisamente migliorata la conoscenza del tema e, di conseguenza, la determinazione ad intervenire per far si che ogni opera adotti misure consone a ridurre gli sprechi energetici e utilizzare fonti rinnovabili.

MS – *Secondo lei ci possono essere dei punti di contatto tra opera pubblica e rispetto ambientale?*
*GD* – Ci sono e, aggiungo, ci devono essere sempre. Le opere pubbliche si devono inserire armonicamente nel territorio in cui sono localizzate rispettando, al tempo stesso, l’ambiente. È un approccio culturale che non va dimenticato neanche nelle fasi che accompagnano la progettazione di qualsiasi opera.

MS – *Si ha l’impressione che Roma stia uscendo da un certo complesso di inferiorità rispetto alle altre grandi capitali europee: importanti opere di edilizia pubblica e privata sono in via di realizzazione e comunque programmate. Con quali criteri di sostenibilità queste opere sono state concepite?*
*GD* – Che Roma abbia complessi di inferiorità rispetto a chicchessia è, a mio giudizio, una impressione del tutto sbagliata. Anzi, dovendo girare in lungo e in largo la città per motivi di lavoro trovo una effervescenza e un ottimismo derivati dalla constatazione che la Capitale sia in una fase di sviluppo (in controtendenza con quanto si registra in altre città italiane) che dura ormai da anni. Tutti gli indicatori economici rilevano una crescita estesa in tutti i settori, anche quelli a tecnologia più avanzata. Possiamo dire apertamente che la nostra città non è più la sonnacchiosa e pigra metropoli degli anni ’80 imperniata sull’edilizia e la Pubblica Amministrazione. Tornando però al tema centrale dell’intervista voglio sottolineare che la progettazione di qualsiasi opera deve dare seguito ai Decreti Legislativi 192/05 e 311/06 e per questo rispettosi delle prescrizioni fatte: e quindi per le nuove opere si agisce contestualmente su più fronti con misure piccole e grandi ma tutte ugualmente consone ad abbattere gli sprechi e, al tempo stesso, a far si che il fabbisogno di energia dei singoli edifici provenga direttamente da fonti rinnovabili (pannelli solari e/o tetti fotovoltaici) o da fonti passive come la bioarchitettura.

MS – *La città di Roma rappresenta la realtà comunale più complessa e vasta d’Italia. Mi pare che l’Amministrazione abbia da anni iniziato un percorso di sostenibilità a 360 gradi relativo agli edifici e, più specificatamente, sull’utilizzo di fonti rinnovabili di energia. Può sinteticamente descrivermi quali sono gli impegni principali del Comune di Roma a riguardo?*
*GD* – Roma è una metropoli complessa da amministrare per la sua estensione (pensate più di 1290 Kmq) e per il fatto che ha una lunga storia e che gran parte degli edifici (ma anche delle opere pubbliche) è stata costruita molti decenni addietro. L’Amministrazione comunale però ha già da tempo avviato interventi virtuosi finalizzati al raggiungimento di più obiettivi: contenimento energetico, riduzione dell’inquinamento atmosferico e riduzione degli sprechi in accordo con la politica energetica dell’Unione Europea, il Protocollo di Kyoto e la Legge Regionale n.15 dell’8 novembre 2004. Abbiamo recepito in modo ancora più stringente la normativa nazionale attraverso l’approvazione della Delibera di Consiglio Comunale 48/06.

MS – *Assessore, come sta rispondendo la vostra Amministrazione agli impegni di Kyoto?*
*GD* – Come già anticipato l’Amministrazione comunale ha già attivato una politica di intervento composta da un mix di misure. Ogni nostro intervento va distinto considerando le differenze tra quello che facciamo sulle strutture che già esistono rispetto alle nuove infrastrutture. Sulle prime interveniamo per migliorare l’efficienza energetica e utilizzare, dove possibile, fonti alternative. Sulle seconde realizziamo infrastrutture secondo le concezioni più moderne e rispettose dell’ambiente. Mi preme fare alcuni semplici ma efficaci esempi. Abbiamo trasformato a metano tutti gli impianti di scuole, uffici e immobili di edilizia residenziale. Nei pochi casi in un cui non viene adoperato il metano si utilizzano altri combustibili a basso tasso inquinante come il gasolio bianco e il biodiesel (a bassissimo tenore di zolfo). In tutto circa 1700 centrali che producono complessivamente energia per circa 550 Mw. Ma più in generale posso dire che già dal 2001 sono stati installati pannelli solari in 100 asili nido di vecchia edificazione. Mentre sugli edifici scolastici di nuova realizzazione i pannelli vengono installati automaticamente. Abbiamo posizionato gli impianti fotovoltaici su quaranta strutture scolastiche. E potrei andare avanti ancora per molto. Mi riferisco a misure grandi e piccole, le più diverse, quali la coibentazione, l’impianto per il riutilizzo delle acque meteoriche, i tetti ventilati, il riscaldamento a pavimento (con un risparmio del 20%) e tutte le misure di bioedilizia necessarie ad avere un basso valore di trasmittanza, coefficiente che misura quanto il calore viene trasmesso attraverso pareti opache (muri) o trasparenti (finestre). Voglio raccontarvi dei nuovi quartieri di edilizia residenziale pubblica che nei prossimi anni sorgeranno (esternamente al GRA) su tutto il territorio romano: trentatrè nuovi agglomerati per circa sei mila abitazioni che, oltre a rispondere all’emergenza abitativa, si contraddistingueranno perché improntati al risparmio energetico e all’utilizzo di fonti alternative. Vero fiore all’occhiello per noi sono i due piccoli quartieri da realizzare nei piani di zona di Lunghezzina e Ponte Galeria. Saranno realizzati cinquantasei appartamenti interamente concepiti con sistemi di bioarchitettura. Dopo un concorso di progettazione internazionale (peraltro con partecipazione di studi di progettazione di grande livello) siamo vicini alla consegna dei lavori. I due nuclei saranno pronti entro il 2010.

MS – *Parliamo della vostra “famosa e discussa” Delibera 48. Dopo il primo periodo di rodaggio, mi vuole riassumere su quali aspetti possiamo già registrare dei primi risultati?*
*GD* – La Delibera 48/06 approvata dal Consiglio comunale è un altro importante tassello per favorire l’utilizzo di fonti rinnovabili e il risparmio delle risorse idriche. Abbiamo stabilito norme che, per fasi progressive, porterà tutti (pubblico e privato) a progettare e realizzare in modo rispettoso per l’ambiente. La decisione presa costituisce una svolta per Roma perché la Capitale è il primo comune italiano che si dota di misure utili a sostenere uno sviluppo ecocompatibile della città adottando principi di architettura ecologica pur nel rispetto delle caratteristiche storiche, ambientali e sociali. Mi rendo conto che costituisce un elemento di forte rottura (soprattutto per i privati) con il passato, ma è la strada giusta da percorrere. Una buona Amministrazione si contraddistingue anche per la capacità di indirizzare, sia pur pazientemente, verso il giusto orizzonte. Sono previsti dei tempi per la sua completa applicazione, già verso la fine dell’anno potremo fare una verifica.

MS – *Sul difficile tema della sostenibilità dell’edificio, sono in molti ad esprimere perplessità sulle esclusive competenze di un unico Assessorato nell’ambito dell’Amministrazione Comunale. Se dovesse disegnare una strategia ottimale, Assessore, come vorrebbe suddivise le diverse responsabilità su questi temi?*
*GD* – Bisogna spiegare agli amici lettori che non c’è e non ci sarà una competenza esclusiva da parte di un Assessorato. Per come sono strutturate le funzioni negli Uffici comunali ma, soprattutto, per come è concepita e impostata l’attività della Giunta, si tratta sempre di atti o strategie poste in essere dal Campidoglio. C’è quindi una politica condivisa e collegiale che rappresenterà tutti, anche se applicata dalle singole articolazioni di volta in volta coinvolte. A questo proposito voglio inoltre ricordare che nei prossimi mesi gli Uffici comunali dei Dipartimenti Lavori Pubblici, Ambiente e Urbanistica produrranno uno studio per ottimizzare ancora di più la materia.

MS – *Infine: potrà Roma, come augurato dal sindaco Veltroni ispirandosi alla Barcellona “solare”, vincere la scommessa del futuro e livellarsi all’impegno di sostenibilità delle grandi città europee?*
*GD* – E’ la scommessa del Sindaco Veltroni che tutti noi abbiamo assunto e lavoreremo per vincere, e poi, il confronto con le situazioni più virtuose che ci sono in Europa, può essere per noi motivo di ulteriore stimolo. Il Comune di Roma farà la sua parte (come tutte le altre istituzioni) ma anche i singoli cittadini dovranno impegnarsi a cambiare mentalità e abitudini. A questo proposito dovremo lavorare molto sulle giovani generazioni, a partire dai più piccoli nelle scuole. Sappiamo bene che non sarà facile e che si dovrà lavorare in un’ottica di medio lungo periodo, tuttavia sono ottimista, perché conosco i romani e so che sul tema sono veramente sensibili.