• Articolo , 16 ottobre 2009
  • Da Cr Veneto E Carive 500 milioni € a sostegno del piano casa

  • E’ di 500 milioni di euro il plafond iniziale che Cassa di Risparmio del Veneto e Cassa do Risparmio di Venezia, banche del Gruppo Intesa Sanpaolo, mettono a disposizione delle famiglie e delle imprese venete a sostegno del Piano Casa varato dalla Regione del Veneto. L’iniziativa è stata presentata oggi Venezia, presso la sede di […]

E’ di 500 milioni di euro il plafond iniziale che Cassa di Risparmio del Veneto e Cassa do Risparmio di Venezia, banche del Gruppo Intesa Sanpaolo, mettono a disposizione delle famiglie e delle imprese venete a sostegno del Piano Casa varato dalla Regione del Veneto. L’iniziativa è stata presentata oggi Venezia, presso la sede di Unioncamere del Veneto, dall’Assessore all’Urbanistica e Politiche per il Territorio, Renzo Marangon, da Federico Tessari, Presidente Unioncamere, Stefano Pelliciari, Presidente Ance Veneto, Fabio Innocenzi e Biagio Rapone Direttori generali di Cr Veneto e di CaRiVe. “E’ una soluzione – ha sottolineato l’Assessore Marangon – che saluto con particolare soddisfazione, in quanto rappresenta quell’aspetto finanziario che noi come Regione non avevamo potuto inserire nella legge, perché non avevamo le risorse necessarie. Si tratta dell’ultimo tassello di un provvedimento che la Regione ha voluto per sostenere il settore edile in particolare e la nostra economia in generale e che ora ha per davvero tutte le condizioni per tradursi in realtà”. Molteplici sono le soluzioni offerte alle famiglie e alle imprese venete per cogliere le opportunità date del Piano Casa. Per le Famiglie è previsto un iter semplificato di accesso al mutuo che, per importi fino a 100.000 euro, prevede la messa a disposizione della somma già ad inizio lavori. In caso di costruzione o ristrutturazione è previsto un mutuo dedicato fino a 300.000 euro, a 30 anni, senza spese di istruttoria. Inoltre, nel caso in cui la famiglia avesse un mutuo presso un’altra banca, potrà, oltre alla surroga attiva, ottenere un mutuo aggiuntivo alle condizioni previste dall’offerta Piano Casa. In alternativa, sarà possibile richiedere un nuovo mutuo che sostituisca quello già in essere con importo maggiorato sino a 50.000 euro e con un allungamento della durata. Per gli interventi di installazione di impianti per energie rinnovabili, è previsto un prestito chirografario fino a 75.000 euro, a 12 anni, senza spese di istruttoria e a tasso fisso. Accanto alle soluzioni offerte, attraverso il Check Up Finanziario, le due banche forniranno l’assistenza necessaria per verificare la capacità di rimborso del cliente e di conseguenza individuare la soluzione migliore per il suo profilo. Per le imprese sono state individuate forme di finanziamento flessibili, sia chirografarie ( senza necessità di ipoteca ) sia ipotecarie, a condizioni particolarmente vantaggiose, sia in termini di tasso di interesse sia di spese. Importo massimo 1.500.000 per durate fino a 15 anni. Per chi decide di investire nelle energie rinnovabili sono previsti finanziamenti fino al 100% del programma d’investimento, prefinanziamento sino all’80% e durate fino a 15 anni. Molteplici sono le soluzioni per famiglie e imprese per cogliere le opportunità del Piano Casa. “Le banche del territorio del Gruppo Intesa Sanpaolo, – hanno sottolineato i Direttori Generali Innocenzi e Rapone – consapevoli dell’importanza del sostegno al credito per ripristinare la fiducia degli investitori, per rilanciare i settori trainanti dell’economia, per migliorare la qualità abitativa delle famiglie e rilanciare l’occupazione, hanno individuato nel Piano Casa una delle leve per la ripresa e la crescita dell’economia locale”. Da parte sua Stefano Pelliciari ha ricordato che secondo i dati elaborati dal CRESME su incarico dell’Ance Veneto e relativi ad un’indagine sulla volontà dei residenti in Veneto di utilizzare la nuova opportunità legislativa, si è stimato che, considerata una spesa media di 1.200 euro al mq, il provvedimento potrebbe attivare investimenti corrispondenti a oltre 6 miliardi di euro, mentre sul piano occupazionale, l’effetto sarebbe una domanda intorno a 100.000 addetti di cui circa 75.000 direttamente nelle costruzioni e circa 25.000 nell’indotto.