• Articolo , 20 gennaio 2008
  • Da luglio il prezzo delle case lo fisserà il “bollino verde”

  • Classe A, classe B, classe C (o forse sarebbe meglio parlare di classe F e classe G…) anche per le abitazioni. Una certificazione darà il voto alle nostre case, e sarà una grande rivoluzione nel modo di concepire e di vivere un immobile. Siamo già entrati nell’era della certificazione energetica, e ci sono già i […]

Classe A, classe B, classe C (o forse sarebbe meglio parlare di classe F e classe G…) anche per le abitazioni. Una certificazione darà il voto alle nostre case, e sarà una grande rivoluzione nel modo di concepire e di vivere un immobile.
Siamo già entrati nell’era della certificazione energetica, e ci sono già i pionieri (la provincia di Bolzano), ma dalle nostre parti cominceremo ad accorgerci della novità da luglio. Da quando, cioè, gli annunci economici su immobili in vendita cominceranno ad essere scritti così: «Vendesi casa singola classe C, disposta su due piani… »; oppure: «A Mira, con scoperto privato, villetta classe A, alta efficienza energetica, vendesi… ».
Bollino verde, dal 1° luglio, per case e ville. Dal prossimo luglio, infatti, scatta l’obbligo della certificazione energetica per tutti gli immobili di superficie inferiore ai 1000 metri quadrati, nel caso di compravendita dell’intero immobile. L’esempio della casa singola o della villetta è perfettamente calzante. Dal 1° luglio 2009 l’attestato di efficienza energetica non potrà invece mancare anche nelle compravendite di singoli appartamenti, di qualsiasi metratura siano.
Il “bollino verde” non è altro che un certificato dal quale si può capire come è stato realizzato l’edificio dal punto di vista dell’isolamento e delle tecnologie per il riscaldamento o il raffrescamento estivo. In base alla classe cui apparterrà lo stabile si potrà quindi capire in che modo il fabbricato possa contribuire al risparmio energetico o a farci spendere un fracasso di quattrini (oltre ad inquinare l’aria).
Un po’ come accade già per i frigoriferi e le lavastoviglie, o anche per le automobili. Oggi ci stiamo abituando a comperare elettrodomestici di classe A o superiore, e storciamo il naso se il commerciante ci presenta un frigo classe C. Lo stesso vale per le automobili: chi mai comprerebbe oggi una vettura Euro2 anche se molto scontata, con il rischio poi che non possa circolare o che venga gravata di sovrattasse?
Costruttori edili divisi in due partiti. Bene, nel giro di qualche mese (o di qualche anno al massimo) staremo ben attenti a non farci rifilare un appartamento classe F, ovvero che – per garantire 20° per tutto l’inverno – consuma all’incirca 30 metri cubi di gas o 30 litri di gasolio per metro quadro all’anno (secondo la classificazione di CasaClima, già ampiamente testata a Bolzano). ll valore dell’immobile in vendita dipenderà così anche dai consumi energetici, secondo la logica “meno consumi uguale più valore”.
La rivoluzione, spiegano gli addetti ai lavori, ha già cominciato a fare sentire i suoi primi effetti anche nel Veneziano. I costruttori edili sono un po’ disorientati e spaesati, ma i più lesti hanno cominciato a modificare il loro modo di costruire.
Si potrebbe dire che i costruttori sono oggi divisi in due partiti: da un lato ci sono quelli che tirano su mattoni in maniera tradizionale, badando a offrire ai propri clienti, già strozzati dai mutui, delle abitazioni al minor costo possibile. Dall’altro lato ci sono quelli che costruiscono case di classe almeno B o, meglio ancora, A.
Una casa classe A costa l’8% in più. Significa, in sostanza, che sono attenti al loro orientamento, realizzano muri spessi e con il “cappotto” (cioè un isolamento termico consistente), installano finestre a tenuta termica, e montano magari anche pannelli solari per scaldare l’acqua sanitaria o perfino pannelli fotovoltaici, sonde geotermiche e sistemi per il riciclo dell’acqua piovana.