• Articolo , 19 febbraio 2008
  • Da una Bic, un set di posate

  • E’ di un gruppo di designer italiani l’idea di recuperare i milioni di cappucci di palstica dura delle famose biro per trasformarli in posate da viaggio

La parola d’ordine al giorno d’oggi è recupero-riciclo, lo sappiamo noi, e a quanto pare lo sanno anche le multinazionali più famose, che sembrano gareggiare per dare l’esempio griffato di sostenibilità. Ora è il turno della famosissima penna Bic, il cui cappuccio è stato recuperato dagli esemplari gettati nella raccolta differenziata ed è stato trasformato in un comodissimo…set di posate pret-a-porter! In pratica il “corpo” della biro funge da manico, mentre il cappuccio fissato in sommità, ovviamente intercambiabile, diventa di volta in volta una forchetta, un cucchiaino, un mini-coltello dalla lama seghettata. L’idea, totalmente riciclabile, igienica e non tossica, chiamata Din-ink, è stata brevettata dai designer italiani Andrea Cingoli, Paolo Emilio Bellisario, Francesca Fontana, e Cristian Cellini, vincitori del primo premio del concorso Dining indetto da Designboot in collaborazione con Macef 2008. Le posate sono composte da amido e fibre e resistono all’esposizione al calore fino a temperature di 105 °C. Proprio un bell’esempio di impegno nostrano e creativo per la sostenibilità!