• Articolo , 19 novembre 2010
  • Dagli Uk nuovo piano di investimenti per le rinnovabili di Asia e Africa

  • Il governo britannico ha annunciato ieri il via libera alla costituzione di un fondo pubblico-privato per sviluppare la produzione di energia da fonti rinnovabili in alcune regioni dell’Asia e dell’Africa

(Rinnovabili.it) – Promuovere lo sviluppo e la produzione di energia fa fonti rinnovabili in Africa e Asia da qui ai prossimi dieci anni. E’ questo l’obiettivo dei due nuovi piani, finanziati con fondi pubblico-privati, che sono stati varati dal governo del Regno Unito. Ad annunciare il via libera alla costituzione di questi due nuovi fondi è stato ieri il segretario di stato inglese per lo sviluppo internazionale Andrew Mitchell. I fondi, che dovrebbero essere messi a punto entro il prossimo anno, finanzieranno la produzione di energia verde, con investimenti in molte regioni dell’Asia e e numerosi progetti “rinnovabili” su larga scala in Africa.
“Speriamo di rendere operativa questa partnership entro il prossimo anno” ha commentato Mitchell durante un incontro tenutosi ieri a Londra. Un portavoce del ministero britannico per lo sviluppo internazionale ha comunicato che il governo inglese sta attualmente studiando una strategia per mettere in piedi i fondi anche se non è stato ancora comunicato un loro possibile valore e non sono stati individuati i potenziali partner del settore privato.
Secondo le stime del governo nei prossimi 25 anni il piano dovrebbe portare alla generazione, nelle due aree che beneficeranno degli investimenti, di circa 5 GW di energia da fonti rinnovabili, evitando l’immissione in atmosfera di circa 150 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Solo per quanto riguarderà la nazione africana si stima che sarà possibile generare circa 500 MW di energia rinnovabile ogni anno a partire dal 2015, riuscendo a soddisfare i fabbisogni energetici di circa 4 milioni di famiglie. Il governo britannico ha anche annunciato lo stanziamento di un fondo per sostenere le nazioni emergenti nelle negoziazioni commerciali e per le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici.