• Articolo , 29 giugno 2007
  • Dal 22/06/07 al 28/06/07

  • h4. Bioetanolo più efficiente dal granoturco, una nuova frontiera _Un’apparecchiatura altamente sofisticata inventata dagli scienziati del Servizio di Ricerca Agraria (ARS) della California, sarebbe in grado di produrre in modo ancor più efficiente etanolo dalla fermentazione del granoturco_ 27/06/07 – California – Gli ingegneri chimici Richard D. Offeman e George H. Robertson, del Centro Occidentale […]

h4. Bioetanolo più efficiente dal granoturco, una nuova frontiera

_Un’apparecchiatura altamente sofisticata inventata dagli scienziati del Servizio di Ricerca Agraria (ARS) della California, sarebbe in grado di produrre in modo ancor più efficiente etanolo dalla fermentazione del granoturco_

27/06/07 – California – Gli ingegneri chimici Richard D. Offeman e George H. Robertson, del Centro Occidentale di Ricerca di Albany, California, hanno ideato un sistema composto da una serie di fogli permeabili plastici, simili a membrane, per estrarre l’etanolo dai liquidi di fermentazione di granoturco, paglia e dagli altri tipi di vegetali da biomassa. La tecnologia così sviluppata veicolerà – secondo Robert L. Fireovid, dirigente del programma nazionale per l’ingegneria di processo e la chimica di ARS – un serio interesse verso l’efficienza energetica della produzione di bioetanolo. L’invenzione dei ricercatori, chiamata modulo a membrana a spirale, potrebbe sostituire potenzialmente il processo molto usato di distillazione dell’etanolo dai brodi di fermentazione. Infatti, combinando i processi di separazione ed estrazione in una sola apparecchiatura, riduce l’energia impiegata per la distillazione e la complessità delle macchine e offre una maggiore efficienza e un abbattimento dei costi di produzione. Il liquido di fermentazione, che contiene circa il 12% di etanolo, viaggia attraverso una configurazione multistrato di fogli di membrane a rete distanziate tra loro, chiamate spacers. Una prima membrana estrae l’etanolo dal liquido in passaggio grazie alla presenza, all’interno dei pori, di un solvente atto allo scopo. Una seconda membrana separa l’etanolo dal solvente della prima membrana. L’etanolo ed il vapore acqueo risultanti vengono poi ricondensati in un liquido molto ricco di etanolo. La richiesta del brevetto è già stata inoltrata dagli scienziati che ora stanno progettando di costruire un prototipo, per sviluppare ulteriormente questa tecnologia e perfezionarla per una sua prossima commercializzazione. (Fonte Science Daily)

h4. Navitas, la nuova bicicletta energeticamente autonoma

_Sole, vento e forza motrice sono la triade perfetta che costituisce la fonte di accumulo di energia per l’autonomia del ciclista-viaggiatore ecosostenibile_

26/06/07 – U.S.A. – Il Designer Paul Smith ha riunito nel Navitas tutta la tecnologia portatile di cui si possa aver bisogno anche quando si è in viaggio su lunga distanza, privi di un mezzo che utilizzi carburanti fossili e si è particolarmente sensibili alla tutela dell’ambiente. Questo particolare oggetto trasporta in sé una batteria da 24 volt, che può immagazzinare elettricità addirittura in tre modi diversi: attraverso la forza meccanica, la radiazione solare ed il vento. Il dispositivo è costituito da una sorta di roulotte da bici dal design innovativo, provvisto di una propria ruota che carica la batteria quando la bicicletta è in movimento. Quando il veicolo si ferma, il Navitas si “trasforma”, potendo estrarre una turbina eolica affiancata da moduli solari fotocoltaici. L’energia così accumulata può essere utilizzata per connettere qualsiasi tipo di dispositivo USB, che può essere usato in loco o ricaricato, costituendo la principale fonte di autonomia per un “viaggiatore ecologico ed esigente”. Inoltre il rimorchio Navitas è costruito da materiali riciclabili e molto leggeri, che non costituiscono un peso troppo gravoso per il ciclista. (Fonte www.gizmodo.com)

h4. Bio-plastica dal granturco

_La Arden Architectural Specialties ha trovato il modo di utilizzare il granturco in un modo alternativo a quello commestibile e ne ha prodotto fogli in plastica sostenibile_

25/06/07 – U.S.A. – Sono presenti nella maggior parte dei luoghi che frequentiamo: dagli uffici agli ospedali alle scuole, ma la maggior parte delle persone non vi presta attenzione. Si tratta di pellicole di materiale plastico, PVC, che in genere rivestono la superficie dei muri, spesso in prossimità degli angoli o su tutto il perimetro delle stanze e dei corridoi, fino ad una certa altezza, che hanno lo scopo di proteggere la struttura sottostante e le caratteristiche della muratura evitando di danneggiarla. E fin qui tutto nella quotidiana normalità, se non fosse che la Arden Architectural Specialties ha introdotto da poco sul mercato un prodotto innovativo: si tratta di un para-spigoli composto da “bio-polimeri” a base di granoturco, ed è solo l’ultimo degli impieghi “non commestibili” di questo vegetale molto diffuso. Esso presenta le medesime caratteristiche di resistenza del PVC tradizionale, ma riduce nettamente i sottoprodotti tossici della plastica, richiede molta meno energia globale per la sua lavorazione ed è molto facile da riciclare, riducendo quindi il suo totale impatto sull’ambiente. Il prossimo passo in questa direzione ci auguriamo possa essere fatto nella produzione su larga scala di imballaggi per cibi, tubi in bio-plastica e componenti edili di varia natura. (Fonte www.arch-products.com)

h4. Super design per l’eolico fatto in casa

_La nuova turbina ad asse verticale si presenta con un aspetto molto accattivante e unico nel suo genere, si presta ad installazioni di arredo urbano e cattura l’energia del vento a basse velocità_

23/06/07 – U.S.A. – Si chiama Storan Ben l’inventore della nuova mini-turbina eolica di forma variabile ad asse verticale e ad uso privato. Il suo dispositivo, che ha vinto un importante riconoscimento ai BSI’s Sustainability Awards 2007, prevede il funzionamento base delle turbine eoliche dette a Quiet Revolution, che funzionano cioè a bassi regimi di vento, quando le velocità sono basse, e quindi si prestano ad essere disposte in ambiti urbani, nei giardini privati, o dove la ventosità è scarsa o intermittente. Il design della turbina eolica di Storan è meno efficiente di quello delle Quite Revolution vere e proprie, ma è molto più efficiente di altri tipi di dispositivi già diffusi sul mercato ed utilizzati da piccoli proprietari privati. Il primo vantaggio di questo progetto è dato da un notevole abbattimento dei costi, data la semplicità del design dell’oggetto. In secondo luogo, per raggiungere una maggiore integrazione con l’intorno e un ingombro minimo della macchina, le tre pale della turbina ad asse verticale passano da un assetto totalmente chiuso, in cui le pale sono “raccolte” attorno all’asse di rotazione, ad un assetto di funzionamento ottimale in cui si aprono a ombrello, con la punta rivolta verso il terreno, in cui è posizionato il meccanismo di rotazione e di appoggio. Attraverso questa tipologia di apertura viene prodotto il massimo dell’elettricità, poiché l’apertura delle pale crescente verso l’alto capta una vasta gamma di velocità del vento, e dà la possibilità di chiudere totalmente la turbina in caso di raffiche di vento estreme. Il meccanismo può addirittura essere smontato in caso di condizioni meteorologiche eccezionali come tempeste o simili. (Fonte TreeHugger)